Intel torna a sorprendere il mercato con risultati migliori delle aspettative, dimostrando che la corsa all’intelligenza artificiale non riguarda soltanto le GPU. La crescita dei sistemi basati su agenti AI e dei grandi data center sta infatti aumentando anche la domanda di processori server tradizionali, fondamentali per orchestrare i carichi di lavoro, gestire memoria, networking e storage.
Nel secondo trimestre del 2026 il gruppo di Santa Clara ha registrato ricavi per 16,13 miliardi di dollari e un utile rettificato di 0,42 dollari per azione, entrambi superiori alle previsioni degli analisti. Intel ha inoltre fornito una guidance positiva per il trimestre in corso, stimando ricavi compresi tra 15,8 e 16,8 miliardi di dollari, e ha annunciato un aumento degli investimenti in conto capitale per sostenere la propria strategia industriale.
L’AI aumenta il valore strategico delle CPU
Negli ultimi due anni l’attenzione del mercato si è concentrata quasi esclusivamente sugli acceleratori AI di NVIDIA e AMD, utilizzati per addestrare e far funzionare i grandi modelli linguistici.
La realtà delle infrastrutture AI, però, è molto più articolata.
Ogni cluster composto da migliaia di GPU necessita infatti di un numero elevato di CPU server che coordinano l’intero sistema, gestiscono i dati, orchestrano i processi di inferenza e supportano il funzionamento delle applicazioni enterprise.
L’espansione dell’agentic AI, caratterizzata da sistemi sempre più autonomi capaci di pianificare attività, richiamare strumenti esterni e collaborare tra loro, aumenta ulteriormente il peso delle CPU all’interno dell’infrastruttura.
Per Intel questo rappresenta un’opportunità importante per rafforzare il proprio ruolo nei data center, settore nel quale continua a detenere una posizione rilevante nonostante la crescente concorrenza.
Più investimenti per sostenere la strategia industriale
Parallelamente ai risultati finanziari, Intel ha annunciato un incremento del piano di investimenti.
Il capex 2026 salirà infatti a 20 miliardi di dollari, rispetto ai 18 miliardi previsti in precedenza, mentre la società prevede investimenti ancora più consistenti nel 2027.
L’obiettivo è sostenere sia l’evoluzione delle piattaforme server sia il piano di rilancio della divisione Intel Foundry, destinata a produrre semiconduttori sia per il gruppo sia per clienti esterni.
Durante la presentazione dei risultati, l’azienda ha confermato di aver registrato nuovi progressi commerciali relativi al futuro processo produttivo 14A, previsto per la produzione in volumi a partire dal 2028.
La strategia punta a trasformare Intel in una delle principali alternative a TSMC nella produzione avanzata di semiconduttori.
Non bastano le GPU per costruire l’infrastruttura AI
I risultati confermano una tendenza sempre più evidente nel mercato.
La costruzione delle infrastrutture AI non dipende esclusivamente dalla disponibilità di acceleratori grafici, ma richiede una filiera completa composta da CPU, memoria, networking, storage, sistemi di raffreddamento e alimentazione.
Negli ultimi mesi sono emersi segnali analoghi anche da altri segmenti della supply chain, con una crescente pressione sulle CPU server, sul packaging avanzato e sulla memoria destinata ai data center.
In questo contesto Intel beneficia indirettamente dell’espansione dell’intelligenza artificiale, anche senza competere direttamente con NVIDIA nel segmento delle GPU dedicate al training dei foundation model.
La sfida della foundry resta decisiva
Se il business delle CPU mostra segnali incoraggianti, resta centrale la capacità di Intel di realizzare il proprio piano industriale nella produzione di semiconduttori.
Il successo della divisione Foundry rappresenta infatti uno degli elementi più osservati dagli investitori, chiamati a valutare la possibilità che Intel diventi un produttore competitivo anche per aziende esterne.
La disponibilità del nodo produttivo 14A e la capacità di attrarre nuovi clienti saranno determinanti per capire se la strategia di lungo periodo riuscirà a riportare Intel tra i protagonisti della manifattura avanzata.
L’infrastruttura AI amplia i vincitori della nuova corsa tecnologica
I risultati trimestrali mostrano come la crescita dell’intelligenza artificiale stia creando opportunità ben oltre il mercato delle GPU.
Con l’espansione degli agenti AI e dei grandi data center, aumentano infatti le esigenze di calcolo general purpose, networking, memoria e orchestrazione dei sistemi.
Per Intel questo significa poter valorizzare il proprio patrimonio tecnologico nel settore server proprio mentre il mercato costruisce la prossima generazione di infrastrutture AI.
La competizione, quindi, non si giocherà più soltanto sulla potenza dei singoli acceleratori, ma sulla capacità di offrire piattaforme complete, integrate e scalabili, nelle quali CPU e GPU lavorano insieme per sostenere i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale enterprise.






