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Immuni, dal Decreto ristori arrivano i fondi per fare il call center unico

Passo avanti per l’app Immuni: nel Decreto ristori appena varato viene disposta l’attivazione di un call center unico nazionale, grazie alla dotazione di 4 milioni di euro (1 per il 2020 e 3 per il 2021).

Infatti, il testo del Decreto così recita: «Il Ministero della salute svolge attività di contact tracing e sorveglianza sanitaria nonché di informazione e accompagnamento verso i servizi di prevenzione e assistenza delle competenti aziende sanitarie locali….A tal fine, il Ministero della salute attiva un servizio nazionale di supporto telefonico e telematico alle persone risultate positive al virus Sars-cov-2, che hanno avuto contatti stretti o casuali con soggetti risultati positivi o che hanno ricevuto una notifica di allerta attraverso l’applicazione ‘Immuni’».

Per quanto riguarda il nascente call center unico destinato ad Immuni, il Decreto ristori prevede che «Il Ministro per la salute può delegare la disciplina dell’organizzazione e del funzionamento del servizio di cui al comma 1 al commissario straordinario per l’emergenza di cui all’art. 122 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 oppure provvedervi con proprio
decreto.»

Anche se con notevole e ingiustificato ritardo, anche per questo utile strumento di contact tracing si iniziano quindi a vedere prospettive migliori.

Immuni, si muove il Codacons

Nel frattempo il Codacons denunzia disservizi, malfunzionamenti e problemi con l’utilizzo della app. L’associazione ha inviato una istanza al Governo e al Ministro della salute chiedendo un intervento urgente per sanare le criticità di Immuni.

Alcuni utenti si sono infatti rivolti al Codacons segnalando il malfunzionamento della App Immuni relativamente al personale sanitario incaricato di autorizzare il codice identificativo del soggetto che intende segnalare, attraverso tale applicazione, la propria positività al Covid.

Secondo l’associazione sembrerebbe che molti soggetti positivi al Covid abbiano provveduto ad avviare la segnalazione attraverso Immuni, ma che non siano riusciti nel proprio intento, a causa della mancata ricezione di riscontro dal parte dell’operatore sanitario tenuto ad autorizzarne il codice identificativo, procedura necessaria per confermare l’attendibilità delle informazioni rese dal soggetto infetto.

Al Codacons risulta che su molti modelli di smartphone non di ultima generazione si registra un malfunzionamento tra i software dei telefoni e l’App.

Nell’istanza presentata il Codacons chiede a Governo e Ministero della salute di attivarsi perché l’App Immuni possa essere tecnologicamente perfezionata per potere essere accessibile ed utilizzabile da tutti i telefoni smart.

 

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