Il 2002 di Tiscali

Ridotti i costi e incrementate le vendite di pubblicità su Internet, l’Isp cagliaritano ha chiuso il 2001 con perdite nette consolidate per 1,66 miliardi di euro, ma con ricavi in crescita del 267%, rispetto al 2000.

Previsioni in crescita per Tiscali. L'Internet
service provider europeo, duramente provato dalla crisi che ha contraddistinto
l'intero mercato It nel corso del 2001, sarebbe in procinto di scorgere la luce
alla fine del tunnel. Lo ha annunciato, proprio in questi giorni, Massimo
Cristofori - Chief Financial Officer della società fondata da Renato Soru - dopo
che, nel corso del primo trimestre del nuovo anno fiscale, le vendite di
pubblicità su Internet hanno fatto registrare un deciso incremento rispetto a un
anno fa. Le speranze sono che il trend positivo continui per tutto il 2002. La
società, che ha chiuso il 2001 con perdite nette consolidate per 1,66 miliardi
di euro, imputa all'adeguamento del valore delle partecipazioni delle società
acquisite il peggioramento del risultato netto rispetto al 2000, quando le
perdite nette erano state di 181,4 milioni. Tanto per intenderci, le 19 società
portate a casa dall'Isp cagliaritano durante l'anno scorso sono state comprate
tramite l'emissione di nuovi titoli al valore corrente dell'azione, e questo ha
prodotto una svalutazione delle quote pari a 815 milioni di euro. I ricavi della
società sono, però, in crescita del 267% e hanno raggiunto quota 635,7 milioni
di euro, rispetto ai 173,1 dell'esercizio precedente. E il pareggio si avvicina.

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