IBM SkillsBuild for Girls-NERD? 2026 premia 5.427 studentesse nell’AI

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IBM SkillsBuild for Girls-NERD? 2026 chiude la quattordicesima edizione con 5.427 studentesse coinvolte, 50 scuole superiori partecipanti e 130 progetti completi basati sull’intelligenza artificiale. Il programma pro bono di IBM, nato per avvicinare le ragazze italiane all’informatica e alle discipline STEM, ha celebrato a Roma i progetti migliori sviluppati con IBM watsonx sulla piattaforma IBM Cloud.

IBM SkillsBuild for Girls-NERD? 2026, l’AI come leva per avvicinare le ragazze alle STEM

La nuova edizione di IBM SkillsBuild for Girls-NERD? conferma la centralità di un tema ormai strutturale per il sistema formativo italiano: ridurre il divario di genere nelle competenze scientifiche e digitali, non con iniziative simboliche, ma attraverso percorsi concreti di formazione, progettazione e lavoro collaborativo.

Il progetto, sviluppato da IBM in collaborazione con l’Università La Sapienza e parte della campagna globale STEMforGirls, ha portato studentesse delle scuole superiori italiane a misurarsi con l’intelligenza artificiale in modo applicativo. Durante quattro mesi di attività, le ragazze hanno progettato e realizzato assistenti virtuali ispirati agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, utilizzando IBM watsonx su IBM Cloud.

Il dato quantitativo è significativo. L’edizione 2026 ha coinvolto 5.427 ragazze provenienti da 50 scuole superiori di tutta Italia, raggiungendo un nuovo traguardo per il programma. Ma il punto più rilevante è la qualità del percorso: le partecipanti non si sono limitate a seguire moduli introduttivi sull’AI, ma hanno lavorato in team interregionali su progetti concreti, con un obiettivo chiaro: mettere la tecnologia al servizio della sostenibilità.

Intelligenza artificiale, sostenibilità e competenze digitali al centro dei progetti

Le studentesse hanno consegnato 130 progetti completi e valutabili, esaminati da una giuria composta da 20 membri, uno per ogni regione coinvolta. Al termine delle valutazioni, sono stati selezionati 32 progetti vincitori, premiati a livello regionale, nazionale e speciale.

I temi affrontati restituiscono bene la direzione del programma. Le ragazze hanno lavorato su ambiti come diritto all’istruzione, diritto alla salute, contrasto alla disinformazione e promozione della parità di genere. Sono aree nelle quali l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento di supporto alla comprensione, all’accesso ai servizi e alla costruzione di soluzioni digitali più inclusive.

Questo aspetto è importante perché sposta il racconto dell’AI fuori dalla sola dimensione tecnologica. IBM SkillsBuild for Girls-NERD? non propone l’intelligenza artificiale come fine, ma come mezzo. Le studentesse imparano a usare strumenti avanzati per affrontare problemi reali, sviluppando competenze tecniche, capacità progettuale e consapevolezza sull’impatto sociale della tecnologia.

IBM watsonx e IBM Cloud nel percorso formativo delle studentesse

L’utilizzo di IBM watsonx sulla piattaforma IBM Cloud dà al progetto una dimensione particolarmente concreta. Le partecipanti hanno potuto sperimentare strumenti enterprise di AI in un contesto didattico, avvicinandosi a logiche e tecnologie che appartengono già al mondo professionale.

È un elemento non secondario. Per ridurre il gap STEM non basta promuovere l’interesse astratto per la tecnologia; serve esporre le studentesse a strumenti, linguaggi e processi che permettano loro di capire come si costruisce davvero una soluzione digitale. La familiarità con ambienti cloud, assistenti virtuali, AI generativa e progettazione collaborativa può incidere sulla percezione delle opportunità professionali future.

Il progetto unisce inoltre certificazioni digitali, competenze tecniche su AI e lavoro in team. Le partecipanti ottengono crediti formativi FSL e CLIL e certificazioni spendibili nel Curriculum dello Studente e inseribili su UNICA, la piattaforma del Ministero dell’Istruzione e del Merito pensata per raccogliere strumenti e risorse utili per gli studenti delle scuole superiori.

Le vincitrici proseguiranno con un workshop estivo su Data Science, Design Thinking e AI generativa

Le vincitrici dell’edizione 2026 avranno accesso a un workshop estivo gratuito online, organizzato da IBM, ENEL, Generali e Intesa Sanpaolo, in programma il 21, 22 e 23 luglio. Durante il percorso approfondiranno temi come Data Science, Design Thinking e AI generativa, incontrando esperte e role model affermate nel settore ICT.

Il collegamento con figure professionali già attive nel mondo tecnologico è una componente essenziale del programma. Per molte ragazze, il problema non è solo l’accesso alle competenze, ma anche la mancanza di modelli riconoscibili. Vedere donne che lavorano nell’ICT, nella ricerca, nell’innovazione e nelle imprese può rendere più concreta la possibilità di scegliere un percorso STEM.

Iniziative di questo tipo hanno valore proprio perché intervengono prima delle decisioni universitarie e professionali. Le scuole superiori sono una fase determinante: è lì che molte studentesse iniziano a escludere, spesso troppo presto, carriere scientifiche e tecnologiche. Portare AI, cloud, design thinking e data science dentro quel momento formativo può contribuire a modificare aspettative e scelte.

IBM: ridurre il divario digitale di genere resta una priorità

Nico losito ibm
Nico Losito

Nico Losito, General Manager di IBM Italia, ha dichiarato: “La rapida diffusione dell’Intelligenza Artificiale sta creando nuove opportunità per le professioni del futuro. Con il Progetto NERD?, IBM mette a disposizione delle scuole italiane tecnologie all’avanguardia e competenze specialistiche, permettendo alle studentesse di avvicinarsi con fiducia alle materie scientifiche e digitali. Il nostro obiettivo è duplice: formare giovani capaci di sviluppare soluzioni basate sull’AI e contribuire concretamente alla riduzione del divario di competenze digitali tra uomini e donne nel nostro Paese.”

La dichiarazione coglie il nodo industriale e sociale dell’iniziativa. L’intelligenza artificiale sta ridefinendo competenze, ruoli professionali e modelli organizzativi. Se le ragazze restano sottorappresentate nei percorsi STEM, il rischio non riguarda soltanto l’equità formativa, ma anche la qualità del futuro mercato del lavoro e della stessa innovazione.

Una tecnologia progettata e sviluppata da gruppi poco diversificati tende a riflettere prospettive limitate. Per questo la presenza femminile nelle discipline scientifiche non è un tema accessorio, ma un fattore che incide sulla capacità del Paese di costruire soluzioni più inclusive, rappresentative e aderenti ai bisogni reali.

Il divario STEM in Italia resta ampio

Il contesto conferma l’urgenza dell’iniziativa. In Italia la sottorappresentazione femminile nelle discipline tecnico-scientifiche resta marcata. Solo il 16,5% delle donne tra i 25 e i 34 anni laureate ha un titolo STEM, meno della metà rispetto agli uomini, che arrivano al 38% secondo i dati Save the Children su base Istat.

Il dato è netto e conferma che il problema non può essere affrontato solo all’università o all’ingresso nel lavoro. La distanza nasce prima, nella scelta degli indirizzi scolastici, nella percezione delle proprie capacità, negli stereotipi culturali e nella disponibilità di occasioni formative concrete.

IBM SkillsBuild for Girls-NERD? lavora proprio su questa fase. Il programma punta a rendere l’informatica e l’AI più accessibili, meno astratte e meno percepite come ambiti riservati a pochi. Il coinvolgimento diretto in progetti reali aiuta le studentesse a sperimentare competenze che spesso vengono considerate lontane, difficili o non coerenti con il proprio futuro.

Un ecosistema nazionale con aziende, università e associazioni

NERD? può contare su una rete di 27 partner tra aziende, università e associazioni, tra cui Intesa Sanpaolo, Generali, Enel, Inclusione Donna, Women At Business e Centro ELIS. L’edizione 2026 ha visto la partecipazione attiva di 21 atenei italiani, confermando il ruolo del progetto come ecosistema nazionale per la valorizzazione dei talenti femminili.

Questa dimensione di rete è uno degli elementi più forti dell’iniziativa. La riduzione del gender gap nelle STEM non può essere delegata a un singolo attore. Richiede collaborazione tra imprese, scuole, università, associazioni e istituzioni, perché coinvolge orientamento, formazione, accesso alle competenze, modelli professionali e opportunità future.

La cerimonia di premiazione a Villa Fassini, presso il Consorzio ELIS a Roma e realizzata in collaborazione con Women At Business, ha quindi rappresentato non solo la conclusione di un percorso annuale, ma anche la conferma di un modello di collaborazione ormai consolidato.

Un programma che ha coinvolto 65.000 studentesse in tredici anni

In tredici anni, IBM SkillsBuild for Girls-NERD? ha coinvolto circa 65.000 studentesse provenienti da oltre 2.000 scuole superiori. Il programma ha contribuito nel tempo all’aumento delle iscrizioni femminili nelle facoltà STEM, mostrando come interventi continuativi e ben strutturati possano incidere sulle scelte formative.

È un risultato importante perché la continuità è uno dei fattori che distinguono le iniziative realmente efficaci dalle campagne episodiche. Il gender gap nelle competenze digitali non si riduce con un singolo evento, ma con percorsi ripetuti, misurabili e capaci di accompagnare le studentesse in momenti decisivi.

L’edizione 2026 aggiunge un ulteriore elemento: l’intelligenza artificiale. Portare l’AI dentro un programma dedicato alle ragazze significa affrontare il nuovo divario prima che si consolidi. Oggi la questione non è più solo aumentare la presenza femminile nell’informatica tradizionale, ma garantire che le giovani possano partecipare anche alla fase di sviluppo, utilizzo e governo delle tecnologie AI.

Perché il progetto IBM NERD? è rilevante per il futuro delle competenze

Il valore del progetto IBM SkillsBuild for Girls-NERD? sta nella combinazione tra formazione tecnica, impatto sociale e orientamento professionale. Le ragazze non imparano soltanto che cos’è l’intelligenza artificiale, ma sperimentano come può essere usata per costruire assistenti virtuali, affrontare problemi sociali e lavorare in team.

Il quadro che emerge dall’edizione 2026 è positivo. La partecipazione cresce, i progetti aumentano, il coinvolgimento degli atenei si rafforza e la rete dei partner continua ad allargarsi. Il dato più importante, però, è culturale: migliaia di studentesse hanno potuto misurarsi con l’AI non da semplici utenti, ma da progettiste di soluzioni.

È qui che iniziative come NERD? possono incidere davvero. Non perché risolvano da sole il divario STEM, ma perché intervengono su uno dei suoi punti più critici: la fiducia delle ragazze nella possibilità di usare, capire e sviluppare tecnologia avanzata.

La cerimonia di Roma ha premiato i progetti vincitori, ma ha soprattutto reso visibile un potenziale più ampio. Se l’intelligenza artificiale sarà una delle competenze decisive dei prossimi anni, allora portare più ragazze dentro questo percorso non è solo una scelta educativa. È una scelta necessaria per costruire un ecosistema tecnologico più solido, più inclusivo e più competitivo.

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