i.net conferma un trend in crescita anche nel 2002

A fronte di un mercato nazionale negativo, l’Application infrastructure provider ha chiuso l’esercizio con un incremento del 4,2% del fatturato, pari a quasi 57,9 milioni di euro e un Ebitda di 11,1 milioni.

18 febbraio 2003 In previsione di allineare il proprio bilancio con quello dell'azionista di maggioranza British Telecommunications (50,8%), che chiude a fine marzo, i.net, ha anticipato i tempi per comunicare i risultati del bilancio 2002, quest'anno chiuso ancora a fine dicembre.
In un "annus horribilis" come l'ha definito il presidente, Roberto Galimberti, per il settore in cui l'Application infrastructure provider opera, in quanto si è visto un abbassamento medio dei prezzi del 50%, i.net è tuttavia riuscita a crescere nel fatturato del 4,2%, avendo raggiunto i 57,859 milioni di euro, mentre il risultato operativo lordo consolidato (Ebitda) si è attestato su 11,1 milini di euro, pari al 19,1% dei ricavi (era il 16,2 nel 2002).

"Per raggiungere questo risultato - ha sottolineato Galimberti - visto che abbiamo operato in un mercato con trend negativo, significa che siamo cresciuti più del doppio rispetto all'anno precedente". I risultati ottenuti sono anche frutto di un'attenta gestione dell'azienda che alla fine ha prodotto un surplus di cassa di 2,6 milioni, al netto di investimenti per 6,4 milioni. Questo è il motivo per cui la società ha deciso di distribuire un dividendo di un ero, forte anche del fatto che in cassa possiede oltre 75 milioni, "frutto di una splendida Ipo - ha ribadito il presidente -. Ora, però, ci proponiamo d'investire in nuovi progetti e in una maggior focalizzazione sulla R&D per realizzare nuovi prodotti e servizi". E proprio sui servizi la società punta per crescere, in quanto il mercato vuole soluzioni basate su una rete o su un'infrastruttura, più che tecnologia. Nell'anno appena concluso la società ha realizzato il 55,5% delle revenue in Managed Internet connectivity e la restante quota in Web farm. Attualmente i.net possiede oltre 2.600 server e alla Web farm di Settimo Milanese, nel settembre scorso si è aggiunta anche quella di Roma. In previsione, verso il 2005 c'è anche la costruzione (ex novo) di un'altra farm a Settimo, che richiederà un investimento di circa 12 milioni. L'auspicio di Galimberti, infatti, è quello di riuscire ad affittare entro i prossimi due anni, acquisendo qualche grande contratto, la metà dello spazio che c'è ancora libero nella struttura di Settimo (1.725 metri quadrati su 1.490 affittati), per subentrare quindi con i nuovi spazi.

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