I due mondi di Novell

A metà strada fra open source e sistemi proprietari non si sta male. Parola del ceo, Jack Messman. E mai dimenticare l’identity management. È quanto uscito dal BrainShare europeo.

14 settembre 2004

In medio stat virtus. Parola di Jack Messman, ceo di Novell. Il luogo deputato per rinnovare l’antico adagio, il Brainshare di Barcellona, ovvero l’appuntamento annuale con gli utenti europei.


Il motivo per farlo, l’annosa questione “meglio l’open source o la proprietarietà”.


“Tutti e due insieme”, il verdetto di Messman, affatto salomonico, bensì più realista del re.


Il futuro, in altre parole, secondo il Ceo di Novell è fatto di entrambe le tipologie di codice, ovvero di strutture proprietarie e open che convivono a formare un sistema informativo privo di connotazioni ideologiche aprioristiche: si fa quel che conviene, laddove è utile farlo.


In maniera meno filosofica, il presidente europeo di Novell, Richard Seibt, ha provato a indicare una via: provare a modificare le strutture di sviluppo rigidamente interne, inserendo elementi e metodologie tipiche della comunità open. Emanciparsi, insomma, modernizzarsi. Non tanto per una questione economica legata alla mera licenza del software, quanto perchè la “comunitarizzazione” dello sviluppo, alla fine, proprio come metodologia, porta sulla strada del risparmio.


E Seibt di esperienza in materia ne ha, dato che è stato ceo di SuSe, la società Linux tedesca acquistata da Novell, ovvero colui che ha fuso le pratiche dello sviluppo open con le stimmate del fare azienda, quindi organizzazione e reddito.


Il discorso complessivo è anche funzionale a un’attività di rassicurazione della base installata NetWare, messa in allarme dalle pieghe “open” di Novell.


Senza dubbi e fraintendimenti ulteriori: NetWare è vivo e vegeto.


E continuerà a esserlo anche con l’aiuto di qualcosa di “open”.


Come Novell Open Enterprise Server, che include la piattaforma di rete SuSe Linux Enterprise Server 9, un macro sistema operativo di rete, quindi, che saprà beneficiare dei vantaggi dell’open source, senza diventare tale. Ora è in una versione beta chiusa, che sarà aperta per il testing a novembre.


Il secondo fronte aperto di Novell è quello dell’identity management. Qui le cose richiedono minori spiegazioni filologiche.


Si sa, infatti, che si tratta di arricchire di funzionalità un costrutto che dovrà portare a una gestione il più possibile ampia delle identità.


A cominciare dai Virtual Directory Services, un contenitore di identità che può essere unito ad altre applicazioni. Il loro rilascio è previsto per la prima metà del 2005.


Per proseguire con Nsure Identity Manager, un tool visuale con cui semplificare la configurazione delle infrastrutture di identity management. Novell ne mette a disposizione (download) una beta gratuita per Windows, SuSe e Red Hat Linux.


Non mancano gli sviluppi sul fronte del provisioning, con l’Enhanced Provisioning Module, che automatizza alcuni processi di gestione dei diritti all’interno del contesto aziendale. Anche qui, ci sarà un download gratuito, il prossimo mese, ma solo per gli utenti di Identity Manager 2 o di Extend Director 5.2 Enterprise Edition.

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