Home Mercato Huawei, ricavi in crescita a due cifre nonostante Covid e sanzioni

Huawei, ricavi in crescita a due cifre nonostante Covid e sanzioni

Huawei ha annunciato una crescita dei ricavi del 13,1% anno su anno nella prima metà del 2020, anche se in diverse nazioni hanno continuato a pesare i ban sia per le infrastrutture che sugli smartphone. Come è facile intuire, anche la pandemia Covid-19 ha avuto forti ripercussioni sul mercato globale.

Il fatturato dell’azienda ha raggiunto i 454 miliardi di yuan (64,88 miliardi di dollari) nel primo semestre 2020, con le sue divisioni carrier, enterprise e consumer che rappresentano rispettivamente il 35%, l’8% e il 56% del fatturato totale. In lieve aumento anche il margine di utile netto, che si è attestato a, 9,2% in confronto all’8,7% del medesimo periodo dell’anno precedente.

Huawei non ha rilasciato dichiarazioni in merito al motivo della crescita registrata nel primo semestre, ma ha affermato che nel mezzo della emergenza coronavirus le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni sono diventate non solo uno strumento essenziale nella lotta globale a Covid-19, ma anche un importante traino per la ripresa economica di tutti i Paesi.

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Fattore interessante, questi risultati decisamente positivi e in parte sorprendenti sono arrivati proprio nel mezzo della campagna ostile in corso negli Stati Uniti: non è certo un mistero che la nazione guidata da Donald Trump abbia più volte esortato i propri alleati in Europa e non solo a rimuovere Huawei dalla infrastruttura di rete, e a non coinvolgere la società cinese nella realizzazione delle nuove reti 5G.
In risposta alle pressioni statunitensi, il Regno Unito è infatti orientato ad eliminare  gradualmente le apparecchiature Huawei dalla propria rete 5G già nel corso del 2020. Tuttavia, non mancano da più parti voci critiche verso questa strategia: ad oggi, una parte non piccola delle reti mobili è infatti basata in tutto o in parte su tecnologie e apparati Huawei, e una sostituzione o un ban globale potrebbero avere importanti ripercussioni negative sulla affidabilità e sicurezza delle reti stesse.

Anche se Huawei non fornisce dettagli sugli andamenti delle sue vendite regionali, è ragionevole aspettarsi che in questo periodo sia la Cina sia il suo principale fattore di crescita, mentre aumentano le difficoltà all’estero.
L’azienda e il suo concorrente locale ZTE, anch’esso parte anche della lista nera degli Stati Uniti, si dividono la maggior parte dei contratti delle stazioni base 5G dai principali vettori cinesi. Gli operatori di rete cinesi hanno anche accettato di acquistare telefoni 5G da Huawei, fattore che ha senza dubbio contribuito a dare un boost alle vendite di smartphone nel mercato interno.

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