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Google Cloud CDN per distribuire i contenuti in modo rapido

Un CDN, content delivery network, è un componente fondamentale per far sì che i contenuti a cui i propri utenti accedono più di frequente vengano forniti in modo rapido ed economico, e per potenziare questa funzionalità Google Cloud ha introdotto nuovi controlli più flessibili per Cloud CDN, il servizio di distribuzione dei contenuti web e video con scalabilità e copertura globali di Big G.

Questi nuovi controlli, ha spiegato Google Cloud, rendono ancora più semplice migliorare le prestazioni e al contempo ridurre i costi di servizio per i contenuti a cui la propria audience accede con regolarità, indipendentemente da dove si trovino i propri utenti.

Google Cloud CDN

Sono attualmente disponibili in modalità Preview tre funzioni che permettono ai clienti di Google Cloud di abilitare Cloud CDN come parte del proprio Load Balancer HTTP(S) e di avviare il caching dei contenuti con un solo clic.

Cache modes rappresenta, ha illustrato Google Cloud, un nuovo concetto che permette a Cloud CDN di mettere automaticamente in cache i tipi di contenuto statici più comuni senza un’ulteriore configurazione dell’origine, o di mettere in cache tutte le risposte oppure di continuare a rispettare le direttive di cache dell’origine.

La seconda funzionalità introdotta è la possibilità di impostare e/o sovrascrivere le TTL della cache (“time to live“, o “expiration”, “scadenza”), in modo da poter mettere a punto la durata della cache di Cloud CDN per le proprie response, quando vengono riconvalidati gli oggetti scaduti nelle cache, così come definire le TTL orientate al client per sfruttare al meglio le cache del browser.

Le custom response headers, invece, consentono di riflettere lo stato della cache sui client, i dati geografici e le proprie response header statiche, come le policy di condivisione delle risorse Cross-Origin Resource Sharing (CORS) e le intestazioni di sicurezza web quando si serve dal Cloud Storage o dal Compute Engine.

Queste nuove funzionalità sono disponibili in modo open per tutti i clienti della piattaforma ed è possibile sfruttarle utilizzando la Google Cloud Console o l’SDK gcloud sui backend esistenti abilitati per Cloud CDN.

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