GDPR, perché alle imprese serve ancora chiarezza

Il 25 maggio sarà pienamente operativa la normativa GDPR, però mentre alle imprese si chiede di essere a norma, il governo uscente non è riuscito a varare quel decreto legislativo a cui sarebbe spettato chiarire definitivamente il quadro normativo.

Varato in prima lettura il 21 marzo, il decreto non ha più avuto la sua versione definitiva.

Anche per questo motivo le imprese tramite Confindustria, Abi, Ania, Assonime e Confcommercio hanno inviato due lettere, al governo e al garante, dove, oltre a chiede il varo del decreto, si chiede di tradurre in pratica l’impegno formale del Garante che ha parlato di un “equilibrato e pragmatico” nella prima fase di attuazione della nuova normativa.

Certezze applicative per il Gdpr

Le missive chiedono “le necessarie certezze applicative” e sottolineano “La preoccupazione del mondo produttivo” per il nuovo Regolamento Ue sulla protezione dei dati personali.

Nonostante la sua “imminente operatività”, si lamentano le imprese, il quadro normativo al quale si dovrà fare riferimento è ancora caratterizzato da “incertezze” a causa soprattutto del “notevole ritardo registrato nell’attuazione della delega per l’adeguamento della disciplina nazionale”. Il termine per approvare il decreto che dovrà integrare le regole europee nel sistema italiano è, infatti, il 21 maggio.

Ma a pochi giorni dalla scadenza il testo non è stato ancora ufficializzato.

In pratica gli operatori hanno davanti a loro un perimetro di regole non definito tanto da non potere rispondere ad alcune domande. La stessa incertezza ricorre nei corsi per gli operatori che si sono svolto lungo la Penisola dove alcune questioni rimangono inevase.

Le difficoltà sono accentuate “dall’ampiezza dell’intervento del Regolamento, che modifica radicalmente l’approccio richiesto ai titolari di trattamenti di dati personali”.

I dubbi rallentano le attività di compliance, già parecchio articolate, “con il rischio molto concreto di arrivare al prossimo 25 maggio senza averle ultimate o, comunque, senza avere le necessarie certezze applicative”.

Per questo le aziende chiedono al governo di velocizzare l’iter di attuazione per permettere a tutti di adeguarsi alla nuova disciplina, mentre al garante si chiede di tradurre in fatti concreti quell’approccio “equilibrato e pragmatico” che l’Autorità intende adottare nell’accompagnare le imprese italiane in questa fase di transizione.

Le associazioni chiedono “un impegno formale, volto a improntare a criteri di gradualità e progressività l’esercizio del potere sanzionatorio e i controlli che l’Autorità svolgerà sull’osservanza di nuovi adempimenti”.

 

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