Futura City: una rete di imprese per le Smart Cities

Futura City

Perennemente costretti tra il box moving e il valore, i distributori di tecnologia vivono un’atavica crisi di identità di cui alcuni ne hanno pagato le conseguenze. Non sembra il caso di Tech Data, in particolare di Tech Data Italia, che con Futura City ci prova a liberarsi dalle catene e sembra che trovi una chiave giusta, chiamatela “network”.

Il primo evento nazionale sulla tecnologia per le Smart Cities ce lo racconta Vincenzo Baggio, entusiasta Managing Director di Tech Data Italia, che - insieme al suo gruppo - rivendica orgoglioso la paternità dell’idea, anche agli occhi dell’internazionale.

“Qualche anno fa abbiamo ideato l’hub Smartcity-futura – racconta il manager -, un sito che avesse l’obiettivo di costruire una cultura, in particolare per i nostri rivenditori, attorno alla tecnologia delle Smart Cities. Futura City è la rappresentazione in solido di Smartcity-futura.it, il luogo fisico in cui i vendor che rappresentiamo e che ci hanno seguito in questo progetto incontrano rivenditori, utenti finali e istituzioni toccando con mano la tecnologia. Cultura, sensibilizzazione rispetto a un tema caldo – prosegue Baggio – con lo scopo preciso di fare network”.

E ci sembra che il tentativo sia andato a buon fine: 2550 iscritti all’evento tra cui tanti studenti, la metà presenti già a pranzo, 30 vendor sponsor che hanno allestito il loro spazio all’interno di una rappresentazione urbana suddivisa in sei quartieri: Smart People, Smart Living, Smart Environment, Smart Mobility, Smart Government, Smart Economy.

Comodo sfruttare il tema caldo delle Smart Cities, sia perché vicino al popolo, in quanto cittadino, ma anche perché, a ben vedere, dentro ci può stare tutto. Dalle tecnologie per la mobilità sostenibile delle eBikes alla Sanità digitale, dal Banking allo smart living, tutto ciò che serve a una città smart, intesa come comunità, è tutto ciò che la tecnologia può offrire.

A Futura City aziende, cittadini e istituzioni

Il network è la chiave anche per un motivo oggettivo: “per soluzioni di questo tipo – prosegue Baggio – è fondamentale costruire un raggruppamento di competenze. L’informatico classico non basta, così come il classico installatore. Un progetto in ambito Smart City è frutto di concorrenze tra vendor, tra istituzioni e tra rivenditori”.

Le istituzioni, se proprio dobbiamo fare le pulci a Futura City, latitano, con la felice eccezione del patrocinio dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, e del Comune di Milano, in attesa che i livelli più alti si accorgano dell’opportunità.

Baggio non si lamenta, non è il tipo, e rimanda alle prossime edizioni un coinvolgimento di altre istituzioni e dei protagonisti delle Utilities.

A pensarci bene, non sarà un caso che le due entità – istituzioni e protagonisti del mercato Utilities – si distinguano per un certo individualismo.

“Intanto – prosegue Baggio – nella nostra piattaforma digitale vogliamo dare visibilità ai quasi 2mila progetti di Smart City già oggi presenti in Italia, e molti sono locali. Per questo sono comunque soddisfatto del supporto dell’Anci”.

Ma non è che Smartcity-futura.it diventerà presto un marketplace di soluzioni per le città digitali? Baggio non annuisce ma sorride, è possibile.

“Per ora – insiste il manager – TechData, questa volta a livello internazionale, sta studiando un modello vincente di distribuzione che metta in contatto i rivenditori It tradizionali e i cosiddetti Ot (other vendors), fondamentali nei progetti di Iot industriale nel manufacturing, nei trasporti e nel retail”.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here