Fotografie da salvare

Una volta ci si accorgeva dell’effettiva qualità delle foto soltanto dopo aver portato i rullini dal fotografo per farli sviluppare. Al giorno d’oggi, con smartphone e fotocamere digitali sempre in tasca, l’impressione di scattare una bella foto la si può avere fin dal principio grazie all’anteprima che i display LCD permettono di avere in tempo reale.
Tornati a casa, però, spesso lo schermo del Mac ci mostra piccoli e grandi difetti di cui non ci eravamo accorti: un’esposizione scorretta che ha compromesso la qualità generale dello scatto, oggetti o persone sullo sfondo di cui faremmo volentieri a meno, tramonti talmente accesi da “bruciare” totalmente l’immagine e via dicendo.
Con le attuali applicazioni per il fotoritocco, fortunatamente, nulla è perduto in partenza. Di seguito ci concentreremo su Pixelmator in quanto applicazione “low cost” di riferimento per il mondo Mac: gli daremo in pasto tre scatti poco riusciti per mostrare come le funzioni del software possano recuperarli e trasformarli in immagini comunque d’impatto. Daremo per scontate le funzioni base di Pixelmator, che abbiamo già trattato in un precedente articolo (Dalla foto alla cartolina con Pixelmator).

La foto sovraesposta
La “sovraesposizione” di una foto consiste nello scattare con un tempo troppo lungo o un diaframma troppo aperto, con la conseguenza che il sensore della nostra fotocamera o del nostro smartphone riceve troppa luce e l’immagine risultante è complessivamente troppo chiara. Di solito i sistemi automatici per il calcolo dell’esposizione integrati nelle fotocamere e (in misura minore) negli smartphone non commettono errori grossolani di questo tipo, ma riprendendo scene molto contrastate – con zone fortemente illuminate e altre in ombra – può capitare che l’esposizione media scelta porti a “bruciare” le aree più illuminate. In tali casi, come nel nostro esempio il problema non si risolve regolando illuminazione e contrasto dell’intera foto per renderla più scura, perché in questo modo le zone in ombra dell’immagine perderebbero i loro dettagli. Bisogna agire in modo più mirato.

Per prima cosa scegliamo dal riquadro degli Strumenti la Bacchetta Magica (il primo elemento in alto a sinistra) per selezionare l’area di schermo da modificare o da mantenere intatta. La scelta va fatta in base a quale superficie dell’immagine sia più facilmente selezionabile o comunque occupi una porzione inferiore. Nel nostro caso iniziamo a selezionare con la Bacchetta Magica la parte scura al centro. Tenendo premuto il tasto del mouse è possibile ampliare l’area di tolleranza di questo strumento per catturare una superficie sempre maggiore. Se abbiamo l’impressione di eccedere, riduciamo l’area di tolleranza prima di lasciare il tasto.

Se non abbiamo selezionato l’intera area interessata non preoccupiamoci: tenendo premuto il tasto Maiuscole della tastiera la Bacchetta Magica mostrerà un segno “+” nel puntatore, in questo modo potremo aggiungere ulteriori porzioni da selezionare fino a quando non avremo racchiuso tutto l’elemento da modificare. Se invece abbiamo esagerato con la selezione, è sufficiente eseguire l’operazione inversa tenendo premuto il tasto Alt della tastiera: in questo caso la Bacchetta magica entrerà in modalità sottrazione (con un segno “-” nel puntatore) per deselezionare parte dell’immagine.
Se, come nel nostro caso, diamo il comando Composizione > Inverti selezione.

In ogni caso, per poter lavorare in piena tranquillità senza stravolgere del tutto l’immagine originale, diamo anche il comando Composizione > Duplica per creare un nuovo livello con la porzione d’immagine su cui dovremo intervenire. In questo modo nella finestra dei Livelli possiamo sempre distinguere il “Livello di sfondo” da quello ottenuto attraverso la funzione Duplica (appunto “Livello via Duplica” ) e possiamo disattivarlo e riattivarlo per confrontare, passo dopo passo, le eventuali modifiche apportate.
Ora abilitiamo gli Effetti (Vista > Mostra effetti) e selezioniamo dal menu a tendina del Browser effetti Regolazione colore. La finestra relativa racchiude una serie di differenti settaggi per lavorare appunto sul colore.

Muovendo il puntatore su ogni singola icona degli effetti potremo avere un’anteprima della tipologia di modifica che permette di apportare.
Nel nostro caso sono fondamentalmente due gli elementi che prenderemo come riferimento: Esposizione e Luminosità. Per utilizzarli è sufficiente trascinare con il cursore l’effetto desiderato sopra l’immagine, dopodiché apparirà un’ulteriore finestra con uno o più cursori per aumentare o diminuire l’intensità dell’effetto stesso. Nel nostro caso dello scatto sovraesposto, con Esposizione abbiamo scurito leggermente l’immagine e poi con Luminosità regolato illuminazione e contrasto per riuscire a far risaltare le rientranze della roccia bianca. Il risultato, dopo una serie di tentativi per riuscire a ottenere l’effetto migliore, lo si evince dalla immagine combinata della figura: a destra lo scatto originale, troppo luminoso, e sulla sinistra il risultato dell’opera di correzione che ha comunque recuperato parte del dettaglio perduto.

Quando ci riteniamo soddisfatti delle regolazioni, selezioniamo dalla finestra Livelli i due differenti piani di lavoro e clicchiamo con il tasto destro del mouse per attivare il menu contestuale. Qui diamo il comando Fondi livelli per unirli e passare poi a eventuali altre modifiche da apportare all’intera foto.
Nel nostro caso vogliamo eliminare il piccolo cartello che, nella parte sinistra dell’inquadratura, avvisa che l’acqua della fontana non è potabile. Ingrandiamo l’immagine con la combinazione di tasti Comando e “+”; dal riquadro degli strumenti selezioniamo il Lazo Poligonale, sulla destra nella terza riga; riquadriamo l’area interessata cliccando con il puntatore sugli spigoli della porzione che intendiamo selezionare.

Clicchiamo sullo strumento Correzione (il cerotto posto in basso a destra della nona riga nel riquadro Strumenti) e poi dal menu collegato all’ingranaggio posto in alto a sinistra sull’area di lavoro scegliamo Correggi selezione. Immediatamente l’area selezionata verrà riempita con elementi simili a quelli che vi si trovano intorno, facendo scomparire l’oggetto fuori contesto. Trascinando sulla foto l’effetto Migliora vedremo i colori dell’immagine elaborata tornare brillanti  grazie a una modifica automatica delle regolazioni. Per i più smaliziati, intervenire anche con gli effetti Curve e Chiaroscuro potrebbe consentire di ottenere un risultato ancora più personale.

Eliminare gli intrusi
Lo strumento che abbiamo appena utilizzato per cancellare il piccolo cartello accanto alla fontana è il cosiddetto Content-Aware Fill, introdotto da Photoshop CS5 e disponibile anche in Pixelmator dalla versione 2.1. Consente di eliminare oggetti presenti all’interno di una foto e funziona senza problemi con i classici fastidiosi pali della luce o altri oggetti che non occupano in modo troppo vasto la superficie della foto. Ad esempio, l’idea alla base dello scatto della figura  era riprendere un bellissimo panorama estivo: la barca a vela più o meno al centro può dare dinamismo all’inquadratura, ma il piccolo motoscafo e i suoi occupanti sarebbe meglio che non ci fossero. Cosa fare? Anche in questo caso lo strumento Content-Aware Fill viene in aiuto.
Come nel caso precedente, ingrandiamo l’immagine con i tasti Comando e “+” – o tenendo premuto Alt e muovendo la clickwheel o la sferetta del nostro mouse, le due dita sulla trackpad o il puntatore che possedete – per inquadrare l’elemento da rimuovere.

Utilizzando il Lazo Poligonale già visto in precedenza, o una più semplice selezione, racchiudiamo l’oggetto che vogliamo far scomparire. In casi che non sono semplici come il cartello vicino alla fontana bisogna badare che la nostra selezione racchiuda effettivamente tutti gli elementi da eliminare, incluse ad esempio le ombre o, come nel nostro caso, i riflessi sull’acqua. Ampliamo di conseguenza l’area selezionata tenendo conto di tutto ciò che deve essere rimosso dalla foto. Di nuovo, scegliamo lo strumento Correzione e poi, dal menu con l’ingranaggio, selezioniamo Correggi selezione: la barca indesiderata scompare dalla nostra foto.

Attenzione, però: va sottolineato che il Content-Aware Fill non è un tocco magico e non tutto è sempre così semplice e immediato. Già dai due soli esempi che abbiamo presentato si sarà capito che la funzione è tanto più efficace quanto più sono verificate due condizioni: ciò che si vuole eliminare è comunque un dettaglio; la superficie che fa da sfondo è uniforme e molto estesa. In questi casi il software riesce a riempire la zona eliminata “inventandosi” al suo posto una piccola superficie che segue la trama dello sfondo e vi si inserisce armoniosamente, mentre nei casi non ideali si generano artefatti più o meno evidenti che dimostrano come la foto sia stata ritoccata. Un occhio attento ne noterebbe una traccia anche nel nostro esempio della barca “scomparsa”, ma in casi come questo gli artefatti minimi si confondono con altri elementi della foto (nella nostra immagine, la trama del fondo marino inquadrato).

Eliminati il motoscafo e i suoi occupanti, possiamo anche stavolta migliorare la resa cromatica della foto affidandoci al collaudato effetto Migliora o alle modifiche più opportune. Nel nostro caso già con il solo Migliora il risultato finale è sicuramente più efficace.


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