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Lavoro: la fiducia è la nuova moneta ed è data driven

L’autore dell’editoriale “Lavoro: la fiducia è la nuova moneta ed è data driven”, Filippo Ligresti, è VP & General Manager Dell Technologies Italia.

Siamo entrati in un nuovo anno, ma sulla scia di una pandemia che non ci permette di ritenerci ancora al sicuro. Nel 2020, mentre l’Italia e il resto dell’Europa continuavano a subire lockdown, le aziende erano impegnate a verificare la propria capacità di lavorare in sicurezza all’interno degli uffici.

In una situazione in cui oscilliamo tra l’emergere di continue varianti del virus in giro per il mondo e il rilascio dei primi vaccini, il ruolo dei business leader si allarga sempre di più: non solo responsabile di costi e ricavi, ma anche tutore delle norme sanitarie, della sicurezza e del benessere dei dipendenti.

In periodi come quelli attuali, saper prendere decisioni corrette e puntuali è più importante che mai affinché i collaboratori continuino ad aver fiducia nell’organizzazione, specialmente quando si tratta di tenere chiusi o aperti gli uffici in totale sicurezza, trovando il giusto equilibrio tra il lavoro da remoto e quello in presenza.

Covid-19 e attenzione ai dipendenti

All’inizio del 2020, quando la prima ondata di Covid-19 si è diffusa nel mondo, le aziende hanno rapidamente riorganizzato i dipendenti affinché lavorassero da casa, in alcuni casi addirittura da un giorno all’altro.

Questo ha accelerato i progetti di trasformazione digitale e gli investimenti IT sono diventati una priorità business-critical mentre le aziende correvano per adattarsi alla nuova situazione. Molte di esse tuttavia non erano del tutto preparate, e alcune si sono trovate a dover chiedere ai dipendenti di rientrare in sede mentre imperversava la pandemia: approcci diversi alla gestione della crisi che hanno avuto conseguenze sulla percezione delle persone e il loro essere disposti al rientro in ufficio.

In Europa, dopo la prima ondata della pandemia, secondo i dati dell’unità di ricerca di Morgan Stanley, AlphaWise, la forza lavoro britannica è stata la più riluttante a rientrare in azienda con solamente un terzo (34%) di colletti bianchi nuovamente alla scrivania a metà luglio. Nello stesso periodo erano tornati in ufficio l’83% dei lavoratori francesi e il 76% di quelli italiani.

Su queste differenze pesano numerosi elementi: dalla fiducia verso la politica attuata nei vari Paesi rispetto a normative in continua evoluzione, alla riconosciuta comodità dello smart working da casa, fino alla crescente preferenza accordata a modelli di lavoro ibridi. Ogni business leader è stato chiamato ad assumere importanti decisioni in merito alle strategie di rientro al lavoro: qualcuno ha scelto un approccio più cautelativo, altri meno.

Ma qualunque sia stata la decisione, quando si attraversa una crisi, avere la fiducia dei propri collaboratori è fondamentale, specialmente quando la decisione di lavorare da casa piuttosto che in ufficio ha conseguenze dirette sul loro benessere e quello della comunità alla quale appartengono.

Nei momenti di incertezza la relazione di fiducia con i dipendenti promuove forza e resilienza. Una ricerca pubblicata da Accenture sottolinea come la fiducia sia la nuova moneta corrente sul lavoro, dato che permette alle aziende di dare vita a culture solidali e far crescere il business, aiutando nel contempo la comunità circostante. Guardando all’impatto della pandemia, le statistiche parlano da sé. Prima di essa, il 35% dei CXO si attribuiva pienamente la responsabilità di sostenere i bisogni olistici delle persone; solo sei mesi dopo, questo valore è salito al 50%.

Aver fiducia grazie a insight tangibili data-driven

La questione che unisce tutte le aziende in questo momento storico senza precedenti riguarda il modo di riconquistare o comunque rafforzare la fiducia, dando conforto ai dipendenti e consolidando le fondamenta del business. Quando si combatte un virus invisibile e si viene inondati da informazioni contrastanti provenienti da una miriade di fonti e di organizzazioni, le persone hanno bisogno di qualcosa di tangibile a cui potersi aggrappare, di dati certi e di coerenza, in particolare quando si tratta di rientrare in ufficio.

Considerata la velocità alla quale la pandemia si muove, con i tassi di trasmissione che dettano le direttive delle varie regioni, e la disponibilità dei vaccini programmata per il 2021, poter accedere a dati real-time per prendere decisioni rapide, efficaci e coerenti sul tema del lavoro in ufficio è essenziale. Con misure di lockdown locali, il personale ha bisogno di credere che il proprio datore di lavoro è in grado di dare le giuste indicazioni, al momento giusto.

I data scientist di Dell Technologies, in collaborazione con professionisti del settore medico, hanno sviluppato uno strumento dedicato – Inversed Risk Matrix – per ottenere indicazioni precise dai dati sanitari – numero di infezioni, ricoveri, inclinazione della curva ecc. – e poter prendere decisioni ponderate, mettendo al primo posto la salute e la sicurezza del personale e dell’intera comunità.

La matrice funziona raccogliendo i dati resi disponibili da fonti autorevoli come il Johns Hopkins, i Center for Disease Control e la World Health Organization. Il sistema utilizza in totale 15 differenti variabili, tutte pesate in modo appropriato, per calcolare il punteggio di rischio complessivo di 182 Paesi e 173 Stati/province in cui l’azienda è presente. I dati vengono aggiornati automaticamente e controllati diverse volte al giorno. I responsabili prendono in considerazione anche la capacità di ogni sede e le normative vigenti a livello locale per determinare la possibilità di riaprire gli uffici o la necessità di chiudere le varie sedi. Questo tool non aiuta solo ad organizzare il rientro in ufficio in totale sicurezza, ma anche a restare in ufficio in modo sicuro.

Approccio olistico alla salute: combinazione di business e dati

Approcci data-driven come questo aiutano le persone a prendere decisioni in tempo reale, migliori, coerenti e maggiormente ponderate. Ma i dati da soli non possono risolvere il dilemma di come e quando riaprire gli uffici in sicurezza. Ciò che occorre è un approccio olistico che assicuri il coinvolgimento dei principali stakeholder, eliminando la loro frammentazione in silos separati.

Una strategia sicura che permetta di lavorare in ufficio a coloro che desiderano farlo, significa condividere una sola linea strategica in collaborazione con le diverse business unit: risorse umane, servizi generali, CIO, area commerciale, in modo da definire un approccio attento e inclusivo, a misura della propria forza lavoro locale e delle sue necessità. Questo approccio olistico è già facilmente integrato all’interno delle aziende che sono evolute in direzione “digital business”, ed è una componente essenziale delle relative trasformazioni digitali.

Le aziende che rendono flessibile il proprio lavoro adottando le trasformazioni digitali necessarie ad aumentare la propria agilità operativa sono peraltro quelle destinate a crescere, dal momento che più facilmente incarnano il concetto di resilienza. Per questo motivo, assumere un approccio data-driven nel corso di questa pandemia può contribuire ad attenuare qualunque shock ulteriore, fondamentalmente riassicurando la forza lavoro sul fatto che salute e sicurezza sono elementi prioritari, estendendo o riducendo velocemente la necessità di essere presenti in ufficio. Così facendo la stessa azienda diventa responsabile e affidabile.

Con la fiducia che è diventata la “moneta corrente” sul lavoro, una comunicazione trasparente attraverso un gruppo rappresentativo di stakeholder è ormai imprescindibile. Solo così potrà essere adottata un’implementazione efficace e convincente. E per poterlo fare nel modo corretto, anche in questa occasione, i dati sono alla base di tutto.

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