Fatturazione elettronica, i benefici valgono 60 miliardi di euro

Se le imprese italiane investissero nelle soluzioni più avanzate, sottolinea l’ultima ricerca del Politecnico di Milano, i vantaggi per il sistema paese sarebbero evidenti

Che la diffusione della fatturazione elettronica potesse essere positiva per i bilanci aziendali e il sistema paese era cosa nota, ma ancora poco quantificata. L'ultima indagine del Politecnico di Milano prova a fare un po' di chiarezza in materia: secondo il rapporto, se le imprese italiane applicassero all'intero ciclo dei pagamenti le soluzioni di dematerializzazione del processo commerciale ci potrebbero essere benefici per 60 miliardi di euro l'anno, un valore pari al 4% del Pil nazionale. Gli impatti sarebbero significativi anche per la Pubblica amministrazione: i risparmi potrebbero arrivare sino a 2 miliardi di euro.

Le differenze nei diversi modelli
I vantaggi per il mondo aziendale possono essere più o meno grandi a seconda del grado di intensità nell'adozione di queste soluzioni: la ricerca del Politecnico evidenzia che i benefici netti per un'azienda che ha utilizzato sistemi di conservazione elettronica del passivo (ovvero delle fatture ricevute dai fornitori, sostituendo così l'archiviazione cartacea) sono compresi tra gli 1 e i 2 euro a ciclo, con un tempo di ritorno dall'investimento inferiore all'anno. Per le società che adottano invece modelli di fatturazione elettronica strutturata (quando gli scambi documentali tra due partner avvengono tramite documenti elettronici strutturati, che consentono cioè l'immediata elaborazione dei dati da parte delle applicazioni informatiche) i benefici netti salgono a 5,5-8,5 euro a ciclo. In questo caso i maggiori vantaggi sono legati a una maggiore produttività del personale, che può fare affidamento su fatture direttamente inseribili nei gestionali senza digitazione manuale e, dunque, commette meno errori. Le aziende che scelgono il modello più avanzato di integrazione dell'intero ciclo ordine-pagamento sono ovviamente quelle che traggono i benefici netti maggiori, che variano dai 25 ai 65 euro per fattura.

Un tasso di adozione ancora limitato
Le ricadute positive, ha sottolineato il responsabile della ricerca, Alessandro Perego, non riguardano soltanto le grandi imprese: nonostante il volume inferiore di fatture emesse, anche le Pmi possono contare su tempi di ritorno dall'investimento inferiori ai due anni, soprattutto facendo ricorso a servizi offerti da terze parti. «Un passaggio obbligato per poter ottenere dei benefici - sottolinea Perego - è lavorare sul piano organizzativo. Prima di aprirsi al mondo esterno, bisogna essere bene attrezzati sul piano interno». L'ideale è progettare un percorso di adozione graduale: per implementare i modelli di fatturazione elettronica più completi - quelli che promettono i benefici più consistenti - è possibile procedere per passi, attraverso i modelli più semplici, a patto di avere una visione di insieme che punti al traguardo finale. Per quanto riguarda il tasso di diffusione della fatturazione elettronica, il fenomeno in Italia è ancora limitato, seppure in forte espansione: ogni anno sono scambiate 1,3 miliardi di fatture in ambito business, ma quelle elettroniche, ha sottolineato Perego, sono numericamente non più del 5-6%.

La capacità di fare sistema
Un fattore che può essere decisivo per lo sviluppo di queste soluzioni è la capacità di ogni paese di fare sistema. Innanzitutto la chiarezza, la stabilità e la semplicità del quadro normativo sono un importante fattore propulsivo. In secondo luogo, i paesi in cui è più aperto il confronto e la cooperazione tra i principali gruppi di interesse - come le filiere o il sistema bancario - sono quelli che stanno ottenendo risultati migliori in termini di tasso e maturità di adozione. Ad esempio la Finlandia, in cui tutti gli attori coinvolti nel processo di adozione (dal legislatore, ai provider, al sistema bancario) si sono coordinati, ha ottenuto un livello di adozione decisamente superiore rispetto a paesi come la Germania, in cui i singoli attori si sono presentati indipendentemente sul mercato.

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