Fare innovazione con Vista&Co.

Insieme al sistema operativo, Microsoft introduce i nuovi Office ed Exchange. Ossia, tutto quanto servirà per lavorare in azienda nei prossimi tre anni

Torniamo per poco indietro nel tempo, per capire meglio cosa sta accadendo
oggi. Andiamo allo scorso Smau, tenutosi a ottobre. L’occasione fu propizia,
per incontrare, fra gli altri, vari responsabili dei prodotti Microsoft in Italia
e delle relative soluzioni per l’impresa (da Vieri Chiti a Silvano Colombo,
da Manuel Maina a Luca Marinelli). Ci espressero una considerazione, che, alla
luce delle correlazioni, è quasi diventata un dogma: chi vuol fare innovazione
d’impresa avrà a disposizione un’accoppiata “micidiale”,
Windows Vista e Office System 2007. Sarà tale, riportiamo sempre le indicazioni
dei manager Microsoft, in quanto creerà un virtuoso denominatore comune,
fatto di meccanismi, di efficienza operativa, imperniati su un nuovo modo di
distribuzione e fruizione delle informazioni in azienda. Una “sesta marcia”
per il motore dell’impresa, in grado di far percorrere sentieri nuovi.
In particolare, questo meccanismo dovrebbe ben esplicarsi nel contesto tipico
italiano, quello delle Pmi.

Più di un rinnovo
Queste considerazioni, che erano valide due mesi fa, lo sono ancora oggi. Tantopiù
che l’oggetto delle analisi è diventato realtà. Questione
di pochi giorni e il nuovo sistema operativo Windows Vista, lanciato ufficialmente
il 30 novembre, sarà disponibile per l’acquisto libero (fine di
gennaio). Orà è già in mano ai produttori di pc, che lo
possono precaricare sulle macchine da mettere in vendita, e alle aziende che
hanno stipulato il contratto Volume Licensing. Esce in cinque versioni, tre
delle quali ci interessano da vicino. Due, infatti, sono per utilizzo domestico,
due sono per il business e una quinta (Ultimate) comprende tutte le caratteristiche
degli altri. Lo slogan che Microsoft associa a Vista è quello delle “tre
c”: confident, clear, connected. Parole che significano, sicurezza, agilità
di operazione e connessione sempre e comunque. Un sistema operativo, quindi,
dell’era moderna, dove l’efficienza dell’azione sicura e in
rete è la base per il business. Merita insistere sul tema della sicurezza:
Microsoft dovrebbe aver risolto tutti i problemi dei punti critici di attaccabilità,
dalla gestione degli account alla navigazione Web.

Nel corso di questi mesi, poi, molti si sono fatti domande circa l’impatto
sull’infrastruttura del nuovo Os, anche in relazione al ricordo dei passati
aggiornamenti di sistema operativo. E non c’è dubbio che il passaggio
a Vista richiederà a medio termine un adeguamento dei sistemi. Non foss’altro
per via di una naturale obsolescenza delle macchine. Vista è il sistema
operativo del “mondo in dual core” e di questo i Cio prima o poi
dovranno tenerne conto, anche se i requisiti minimi dicono che il sistema funziona
con un processore a 800 MHz, mentre quelli consigliati indicano una Cpu da 1
GHz e 1 Gb di Ram.

Quel che più conta, per un’azienda, è dato dal fatto che
non arriva da solo, ma apre la porta a Office System 2007 e al nuovo Exchange,
anch’essi da subito disponibili per chi ha il contratto Software assurance,
e in vendita libera a fine gennaio. In sintesi, si profila una postazione di
lavoro tutta nuova, dove il tema si chiama collaborazione, da farsi su tutta
la linea aziendale. Il senso dell’annuncio tripartito (sistema operativo,
kit di strumenti di lavoro, piattaforma di comunicazione) è sintomatico
di un cambio di passo: va a sparire il concetto di produttività personale
ed emerge quello di produttività di gruppo. Ecco perché i manager
italiani di Microsoft pensano che Vista sia l’anello che mancava per fare
di qualsiasi azienda una realtà innovativa.

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