Exa Ibm, ecco gli xSeries Intel-based di classe mainframe

Presentata l’Enterprise x-Architecture, che si concretizza già in un alcuni server, basati sugli Intel Xeon Mp, Mp in configurazioni scalabili fino a 16 processori. Supportati sia Windows che Linux.

Entro il 2005, concordano gli analisti, il 50% del mercato dei server sarà basato sui chipset di Intel. La crescita più vigorosa in prospettiva sarà quella dell'Ia-64, ma ai processori a 32 bit si riserva comunque un ruolo sostanziale anche in futuro. Oggi la presenza nel segmento dei server hi-end è costituita da un'avanguardia, con i nuovissimi xSeries 440 di Ibm che, nel comparto, vuole giocare da protagonista. Dopo tre anni di sviluppo e un investimento di 30 milioni $, l'Enterprise x-Architecture ha preso forma: i nuovi server, basati sugli Xeon Mp in configurazioni scalabili fino a 16 processori e partizionabili per giungere a 64 macchine virtuali, sono pronti a supportare Windows così come Linux.

E fanno propria una nutrita serie di caratteristiche già riservate ai mainframe, poggiando da un lato su VmWare, capace di organizzare le risorse in modo tale che l'eventuale crash di una virtual machine non impatti sul funzionamento delle altre nè sull'intero server, dall'altro su un'architettura di base assolutamente standard che si avvantaggia di tecniche come il mirroring dei chip di memoria o piuttosto l'I/o Pci-X, che raddoppia le performance del bus e garantisce un transfer rate di 3,2 Gbyte tra server e box di espansione remoti. Ispirata a quanto già esiste per i mainframe è la capacità di anticipare eventuali guasti, tramite una gestione predittiva applicata alle varie componenti, un apposito capacity manager e allarmi automatici, la fault tolerance affidata in primis alla tecnologia ChipKill (memoria che si autocorregge) e, ancora, gli strumenti di riduzione dei tempi di fermo e di recovery che impiegano una diagnostica mai così sofisticata su macchine di questa categoria. Un ruolo primario è svolto da eLiza, tecnologia che permette agli xSeries di reagire autonomamente al presentarsi di svariate anomalie, sotto la supervisione di Ibm Director, anche in abbinata con altri programmi di system management.

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