Otto supercomputer per fare l’Europa digitale, uno è a Bologna

L'Unione europea ha selezionato otto siti per ospitare i primi supercomputer europei che sosterranno ricercatori, industria e imprese nello sviluppo di nuove applicazioni che vanno dalla progettazione di farmaci e materiali alla bioingegneria, dalle previsioni meteorologiche al contrasto ai cambiamenti climatici.

EuroHPC l'impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni, installerà gli otto supercomputer a Bologna, Sofia (Bulgaria), Ostrava (Cechia), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia) e Barcellona (Spagna).

In totale 19 dei 28 paesi partecipanti all'impresa comune faranno parte dei consorzi che gestiranno i centri e il bilancio complessivo, con i fondi dell'UE, sarà di 840 milioni di euro.

Le modalità precise di finanziamento dei nuovi supercomputer saranno integrate nelle convenzioni di accoglienza che verranno firmate a breve.

L'impresa comune, insieme ai siti ospitanti selezionati, prevede di acquisire 8 supercomputer: 3 precursori di macchine exascale (in grado di eseguire oltre 150 petaflop, ovvero 150 milioni di miliardi di calcoli al secondo), che saranno tra i 5 migliori al mondo, e 5 macchine petascale (in grado di eseguire almeno 4 petaflop, ovvero 4 milioni di miliardi di operazioni al secondo).

Il supercalcolo è una priorità fondamentale del programma Europa digitale UE, proposto dalla Commissione europea nel maggio 2018 nell'ambito del bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027, che comprende una proposta di 2,7 miliardi di euro per finanziare il supercalcolo in Europa. Il bilancio consentirà all'impresa comune di sostenere l'acquisizione di supercomputer exascale (in grado di eseguire 1018 calcoli al secondo, ovvero mille petaflop) entro il 2023 e di sviluppare le applicazioni destinate a questi supercomputer e le competenze per il loro utilizzo.

Si prevede che i precursori dei sistemi exascale avranno una potenza di calcolo 4-5 volte maggiore rispetto agli attuali sistemi di supercalcolo di punta del partenariato per l'informatica avanzata in Europa (PRACE).

Insieme ai sistemi petascale, permetteranno di raddoppiare le risorse disponibili per il supercalcolo a livello europeo, il che significa che molti più utenti potranno accedervi.

Nei prossimi mesi l'impresa comune firmerà convenzioni con i soggetti ospitanti selezionati e con i rispettivi consorzi ospitanti. Tali convenzioni rispecchieranno il funzionamento della procedura di appalto per l'acquisizione delle macchine e gli impegni di bilancio della Commissione e dei paesi membri.

I supercomputer dovrebbero diventare operativi nella seconda metà del 2020 per gli utenti europei provenienti dal mondo accademico, dall'industria e dal settore pubblico. Tutti i nuovi supercomputer saranno collegati alla rete paneuropea ad alta velocità GEANT, come i supercomputer esistenti che fanno parte di PRACE.

Nei prossimi giorni alti funzionari della Commissione incontreranno i rappresentanti dei governi nazionali e dei centri di supercalcolo coinvolti per presentare questo importante traguardo per il supercalcolo europeo.

Proposta dalla Commissione e sostenuta dal Consiglio dell'UE, l'impresa comune EuroHPC è stata istituita nel novembre 2018 allo scopo di dotare l'UE di un'infrastruttura di supercalcolo di prim'ordine entro la fine del 2020.

Lo scorso febbraio l'impresa comune ha pubblicato i primi inviti a manifestare interesse per selezionare i siti che ospiteranno i primi supercomputer entro la fine del 2020.

Sono stati aperti due inviti: uno per i soggetti ospitanti i supercomputer a petascala e uno per i soggetti ospitanti i precursori di supercomputer a esascala.

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