E-book: si scrive Kindle, si legge business

L’e-ink ha rilanciato una piattaforma il cui vortice sta accelerando e potrebbe trasformarsi in uragano, commercialmente parlando. Peso e modello di business sembrano i vincoli principali.

Negli ultimi tempi in tutto il mondo si riparla di e-book. La spinta proviene dal Kindle Amazon, che ha lanciato il suo lettore con un modello di business piuttosto chiaro ed improntato alla vendita di libri elettronici in gran parte del mondo.

Altri lettori si affiancano ad esso, dal “vecchio” iRex Iliad al nuovo Cybook Gen3 fino ai vari modelli di Sony Reader.

Certo pensare al formato Microsoft Lit del 1999 o al pesantissimo lettore all’italiana che nel 2000 costava due milioni e mezzo di lire non predispone alla migliore considerazione per tutto ciò che faccia libro elettronico, ma adesso la questione sembra essere diversa.

Innanzitutto il mercato generale dell’elettronica digitale sta cercando di affrancarsi dalle pastoie del “piccì ghepensimì”, proponendo nuovi dispositivi di uso intuitivo che permettono di fruire di servizi vecchi e nuovi basati su contenuti tradizionali, contenuti online, giochi, voce e georeferenziazione.

Per quanto riguarda le due prime categorie, oggi l’ebook risolve brillantemente una serie di problemi. A scuola si rivelerà fondamentale; già oggi è ideale per qualsiasi tipo di manualistica; è connesso ad Internet e quindi può fornire una serie infinita di servizi (guide turistiche, navigatori, complementi multimediali alle mostre), multimediali ed autoaggiornanti. Fa ricerche sui materiali in memoria e su Internet e alcuni modelli permettono anche di tenere appunti.

Insomma si va verso un mondo nel quale i PC saranno destinati agli esperti, come sarebbe stato logico fin dall’inizio, con una serie di infodomestici, strumenti con poche funzioni specifiche ed accessibili senza installazioni, formattazioni, update o immersioni in migliaia di funzioni inutili.

Modello Office, addio.
La svolta tecnica è stata certamente l’e-ink, lo schermo che dev’essere paragonabile alla carta stampata per leggerezza e leggibilità e peso, ma molto più versatile. Oggi più o meno ci siamo, visto che Cybook pesa 174 grammi, Kindle ne fa 289 e Iliad raggiunge i 389: già s’intravedono le categorie pocket, notebook e desktop anche in questa piattaforma.
Hardware e software sono finalmente irrilevanti per l’utente finale, che vede le prestazioni e non gioisce di parametri tecnici tipo il clock del processore.

Abbiamo domanda e richiesta, ma il gioco non è ancora fatto: tutto ruoterà intorno al modello di business, che va considerato insieme a tutti gli altri costi, connessioni e libri compresi. Certo è possibile partire dal prezzo: 630 Euro per un Iliad “desktop”, 350 per un Gen3 e soli 270 euro per il Kindle, che dovrebbe salutare la primavera del 2008 con una riduzione di altri 70 euro (100 dollari).

Il successo verrà se si completerà una strategia commerciale idonea. Se son rose, fioriranno.

Anni fa il ricercatore del Mit Neil Gershenfeld mi disse che se avessimo inventato il libro dopo il laptop lo riterremmo un incredibile avanzamento tecnologico: pesa poco e sta in mano, è robustissimo, dura svariate decine d’anni, non ha problemi di batteria e molte altre cose. Poi questo pensiero, che aveva già condiviso con migliaia di conoscenti e studenti, divenne noto su scala mondiale grazie ai suoi libri.
Mi piacerebbe sapere se pensa lo stesso del confronto tra libro e e-book reader d’oggi.

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