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Digital experience e Pmi, la visione di Contentsquare

L’economia e le sue dinamiche sono mutate profondamente negli ultimi due anni. L’emergenza coronavirus ha impresso una notevole accelerazione ad un processo di trasformazione digitale già avviato. L’universo Pmi italiano, tuttavia, è in larga parte ancora impreparato al mondo della comunicazione digitale e rischia di perdere competitività.
Abbiamo chiesto un opinione qualificata a Pierre Casanova, Chief Revenue Officer di Contentsquare.

Secondo Casanova, la crisi causata dal Coronavirus ha accelerato la trasformazione digitale già in corso, e molte aziende hanno dovuto spostare improvvisamente la loro attenzione su nuove iniziative digitali. È stato stimolante vedere aziende di ogni dimensione e settore concentrare gli sforzi e puntare sull’innovazione. Il punto di vista di Contentsquare è che oggi tutti possono accedere a customer insights relativi alla digital experience che si rivelano strategici per il business. Abbiamo sviluppato una soluzione specifica per le esigenze delle imprese, ma la nostra missione è sempre stata quella di democratizzare l’accesso a questo tipo di dati. Per questo motivo, unire le forze con Hotjar ed estendere la nostra portata al mercato delle PMI è stato il logico passo successivo. Crediamo che per essere competitivi nell’era digitale sia necessario comprendere veramente i propri clienti, e questo è ciò che consentiamo a tutte le aziende di fare – indipendentemente dalla loro dimensione.

Pierre Casanova
Pierre Casanova

Offrire una digital experience di spessore può fare la differenza, per un’azienda, fra prosperare e fallire. Quali strumenti offre Contentsquare ai propri clienti e in che modo li affianca?

«Analizziamo trilioni di interazioni digitali dei clienti (tap, scroll, hover, click ecc.) e usiamo l’IA per trarre indicazioni su ciò che i clienti cercano su un sito o un’app, e quale tipo di esperienza si aspettano.» ha affermato il manager di Contentsquare

Vivere la miglior esperienza digitale possibile è ciò che i clienti desiderano, ed è per questo che è fondamentale capire le loro esigenze e aspettative. I nostri insight possono essere utilizzati da tutti i membri del team digital (responsabili prodotto, merchandising, ecommerce, IT, ecc.) per ottenere una lettura granulare di ciò che funziona e ciò che non funziona. Usiamo l’IA per fornire consulenza automatizzata agli stakeholder digitali, perché ciò che fondamentalmente vogliamo è trasformare il modo in cui le persone lavorano tramutando la profonda comprensione dei clienti in una customer experience senza compromessi.

Dopo anni di gravi ritardi dal punto di vista tecnologico, l’Italia sta cercando di recuperare il terreno perso nei confronti degli altri Paese. Quali sono le vostre prospettive di crescita per l’Italia?

Contentsquare ha di recente annunciato un round di investimento da 500 milioni di dollari, che investirà anche per rafforzare la presenza in Italia. Il nostro obiettivo è di quintuplicare almeno il numero di clienti in Italia entro il 2025.

contentsquare

Contentsquare si è distinta per una serie di acquisizione strategiche mirate, nel corso degli ultimi due anni. Quali sono gli obbiettivi per il breve e medio termine?

La nostra missione è quella di aiutare le aziende a fornire esperienze eccellenti ai clienti, sempre. Le acquisizioni degli ultimi due anni ci hanno tutte portato più vicino a questo obiettivo. L’acquisizione di Clicktale, il nostro più grande competitor, ci ha permesso di espandere la nostra R&S e consolidare il mercato. L’acquisizione di Pricing Assistant ci ha aiutato a perfezionare i nostri insight a livello di merchandising. Quella di Dareboost comporta che ora possiamo analizzare le performance come parte dell’esperienza digitale complessive. Upstride consente di avvalerci di 14 esperti di deep learning che svilupperanno le nostre funzioni di machine learning e IA. Anche AdaptMyWeb è stata un’acquisizione fondamentale, perché ci aiuta a realizzare la nostra visione di un futuro digitale che sia accessibile a tutti, compreso chi ha una disabilità che potrebbe impedire l’accesso al web.

Hotjar era davvero il pezzo mancante del puzzle, un elemento in più per fornire tutta la consulenza di cui abbiamo parlato, e anche di più, alle aziende di ogni dimensione, comprese PMI e imprenditori, non fermandoci solo a livello enterprise e ai brand globali.

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