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Le dieci lezioni che ci ha insegnato la Dad

Il rientro in classe in quasi tutta Italia consente di fare il punto con la Pmi pugliese Aulab sulla sicurezza e l’efficienza delle comunicazioni, utile sia per la formazione a distanza, ma anche per lo smart working.

Gli eventi pandemici, ricorda Aulab, non hanno fatto altro che accelerare un processo già in atto da tempo: dalla Dad ai corsi di ogni tipo che si sono trasferiti online, è aumentato vertiginosamente il numero di studenti in modalità e-learning; inoltre entro il 2026 si prevede una crescita dell’11% dell’uso dell’aula virtuale (fonte: Global Market Insights).

I dieci consigli di Aulab per la sicurezza della Dad

Proprio per aiutare gli utenti, aulab ha stilato 10 consigli da mettere in pratica per navigare quotidianamente in tutta sicurezza.

Creare sul computer utilizzato in famiglia un’utenza apposita per lo studente, attivando tutti i filtri a disposizione del proprio device. Ad esempio è possibile interdire al minore la possibilità di installare nuove applicazioni, così da abilitare soltanto quelle utili e sicure.
Aggiornare costantemente i propri i software, per correggere eventuali bug o falle di sicurezza dei sistemi operativi.
Aggiornare spesso il software del router di rete, per risolvere eventuali falle di sicurezza.
Cambiare la password admin del router di rete o di altri dispositivi connessi. Un accesso al router con le credenziali di default può permettere di avere una conoscenza delle attività svolte in rete.
Diffidare da e-mail e telefonate in cui gli interlocutori dichiarano di possedere informazioni personali specifiche. Potrebbero averle ottenute tracciando l’attività o le informazioni condivise sui social.
Usare un password manager che generi password casualmente. Ad esempio, quello messo a disposizione da Google Chrome è uno strumento ideale, ma è opportuno proteggere al massimo l’accesso di Google con Sistema Biometrico (come impronta digitale o Face Id) o 2FA, ossia autenticazione a due fattori.
Impostare l’autenticazione a due fattori (2FA), richiedendo l’invio di un messaggio SMS di sicurezza quando si accede a determinati account, oppure utilizzando app specifiche disponibili su smartphone.
Attivare la funzione “trova il mio device” sui dispositivi mobile e sui computer, desktop incluso, che consentono di “resettare” e azzerare anche a distanza i dati di un dispositivo rubato o perso.
Essere prudenti quando si utilizzano reti Wi-Fi pubbliche: è più alto il rischio di subire attacchi hacker. Per questo può essere importante attivare un servizio VPN che aiuti a mantenere una cifratura costante e completa delle informazioni.
Prestare attenzione ai software installati sul computer: alcuni servono soltanto a rubare informazioni mentre altri possono essere un veicolo per i famigerati Ramsonware, ossia software per il “sequestro” informatico dei dati per i quali successivamente può essere richiesto un riscatto.

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