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Come i device mobili contribuiscono alla sostenibilità

Secondo una ricerca commissionata da Panasonic, le imprese europee faticano a implementare strategie sostenibili in tema di device mobili, perché i requisiti in continua evoluzione costringono la metà di loro a sostituire i propri dispositivi prima che raggiungano i due anni di utilizzo.

La ricerca indipendente dal titolo From Renew to Reuse: The Mobile Computing Sustainability Challenge, commissionata da Panasonic, è stata condotta da Opinion Matters su un campione di 772 responsabili IT di aziende con oltre 50 dipendenti in Regno Unito, Germania e Svezia.

I decision-maker in ambito IT sono stati interrogati sull’importanza di attuare pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente in fase d’acquisto, utilizzo e smaltimento dei dispositivi mobili. Sebbene ne sia emerso un chiaro desiderio di utilizzare i device in maniera più sostenibile, gli intervistati hanno evidenziato che sono le pressioni aziendali a impedire un progresso in questa direzione.

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I risultati della ricerca di Panasonic sui device mobile

Meno della metà degli intervistati afferma di aver valutato i dispositivi scelti per la propria azienda sulla base della sostenibilità o dell’impatto ambientale prima dell’acquisto.

Oltre alla regolare manutenzione (57%) meno della metà si impegna proattivamente durante l’utilizzo del dispositivo per prolungarne il ciclo di vita, ad esempio fornendo informazioni o facendo formazione agli utenti su come prendersene cura.

Più della metà (54%) non converte abitualmente i dispositivi a un utilizzo secondarioPanasonic rugged all’interno dell’azienda.

Più di un quarto del campione (26%) ha ammesso che la propria organizzazione si limita a smaltire i dispositivi alla fine del loro ciclo di vita. Quasi la metà (49%) ha invece preso parte a programmi di restituzione e il 67% li ha rivenduti come dispositivi di seconda mano.

La sicurezza rimane la priorità principale alla fine del ciclo di vita: il 51% afferma infatti che la principale preoccupazione è la cancellazione di tutti i dati dal dispositivo. Un processo di riciclo eco-compatibile, invece, è importante solo per il 40% degli intervistati.

Ostacoli alle soluzioni sostenibili

Dalla ricerca emerge che sono le esigenze di business, in rapida evoluzione, a impedire pratiche più sostenibili, poiché costringono la grande maggioranza delle aziende a cambiare i propri dispositivi ogni 1-2 anni (50%) e 3-4 anni (46%).

Tuttavia, i risultati indicano anche un effettivo desiderio di fare di più. Il 58% (più della metà degli intervistati) afferma che riutilizzerebbe regolarmente i dispositivi se fossero facilmente riconfigurabili dagli utenti finali (trovando nuova collocazione al 21%-50% dei device).

Il notebook semi-rugged Panasonic Toughbook 55, fa notare la socetà in una nota, stabilisce un nuovo standard per i device mobili. Per la prima volta, gli utenti possono personalizzare il dispositivo in base alle diverse attività da svolgere sul campo, ad esempio potenziando le capacità grafiche, aggiungendo un lettore smartcard, spazio di archiviazione o un lettore DVD o Blu-Ray semplicemente inserendo l’unità necessaria nel nuovo Slot Universale Toughbook.

Inoltre, è possibile utilizzare lo slot di espansione frontale per integrare un lettore di impronte digitali, RFID o lettore di smart card, oppure per aggiungere una seconda batteria. Tutti questi cambiamenti possono essere effettuati sul campo, riqualificando le funzionalità principali del Toughbook 55 ed estendendo in questo modo il ciclo di vita del prodotto.

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