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David Bevilacqua: nuova vita nell’aggregazione di business

L’idea era quella di concedersi un periodo sabbatico. Un anno, qualche mese, chissà. L’idea era comunque quella di far pausa, dopo “undici anni vissuti con un trolley sempre pronto”, come racconta.
Ma le cose sono andate diversamente e così David Bevilacqua è di nuovo in pista, pochi mesi, o forse addirittura poche settimane dopo aver lasciato Cisco.
Nella sua decisione di rimettersi in gioco c’entrano, come spesso accade in questi casi, le idee, di cui ci si innamora, e le persone, con le quali si desidera concretizzarle.
Le persone sono, in questo caso, Maurizio Camurani, con cui Bevilacqua ha costruito una lunga partnership, lungo l’asse Cisco-Vem Sistemi, e Mauro Casagrande, a sua volta ex amministratore delegato di Manutencoop.
L’idea, o per essere più precisi il progetto, si chiama MAM.
MAM, acronimo per il virgiliano Mens Agitat Molem, lo spirito agita la materia, un nuovo gruppo industriale nel quale David è entrato a far parte in qualità di terzo socio.
david-bevilacquaÈ lui stesso a darne la definizione: “Siamo degli abilitatori digitali”, sostiene, spiegando come nell’attuale contesto di trasformazione nessun player sia di fatto in grado di portare avanti un progetto da solo.
Serve fare filiera. Serve un aggregatore nel quale si inseriscano le aziende che lavorano indipendente sul cliente”.
L’obiettivo è chiaro: dar vita a un modello di aggregazione, di holding, che superi le sovrapposizioni classiche della consulenza.
MAM vuole detenere o partecipare almeno al 51% le aziende che entrano a farne parte, mettendo in condivisione le funzioni operative”.
Una startup con lo spirito della holding: non semplice da raccontare, anche se i tre soci hanno le idee chiare.
E chiaramente lo scrivono in una breve presentazione: “MAM è punto di aggregazione delle migliori competenze tecnico–specialistiche in materia di innovation and communication technology; è un provider di servizi e soluzioni ICT che utilizza le proprie competenze tecnologiche, la capacità di erogazione dei servizi e lo spirito imprenditoriale come acceleratori per le ambizioni di business dei propri clienti”.

Si parte con la sicurezza

I primi tasselli ci sono già.
MAM è partita dalla sicurezza, forse l’ambito nel quale ci sono le competenze più dirette”. In questo caso nella sfera di influenza è entrata la bolognese Yoroi di cui Bevilacqua ha nel contempo preso la presidenza.
Yoroi è una realtà nata nel 2014 per volontà di un gruppo libero di Ethical Hacker e Malware Writer provenienti sia dal mondo Accademico che dal mondo del Cyber Intelligence. Yoroi ha come obiettivo proteggere il perimetro “Cyber” di ogni organizzazione, utilizzando metodologie lean e tecnologie di nuova generazione.
Il secondo asset è rappresentato dal digital marketing e dal branding, con Cucuma, poi guarderemo ai mondi del networking, della building automation, della sensoristica, degli analytics”.
Il modello operativo è strutturato sulla base di quattro opzioni: build, ovvero dar vita a nuove realtà, buy, acquistare, invest, ovvero entrare con una partecipazione, partnership: alleanze con i grandi player del mercato digitale.
Tutte le entità che entrano a far parte di MAM possono – anzi devono – operare autonomamente sul mercato, nella piena consapevolezza che là dove servono altre risorse o competenze le possono trovare sotto l’ombrello della holding.
Mercato indirizzato? “La media azienda italiana manifatturiera”, risponde Bevilacqua senza esitazioni.

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