L’Internet è di tutte le cose se è per le persone

Per la seconda edizione dell’ Internet of Everything Italian Forum, tenutasi in seno al Cisco Live! di Milano (tantissime le presenze da tutta Europa) Cisco ha scelto un titolo esemplare: “Crescere Digitaliani – Internet, il cambiamento continua”, che non vuol dire altro che sono le persone al centro dell’evoluzione, non tanto le cose. Questa è l’Internet of Everything.

Seconda edizione: l’Ad si Cisco Italia, Agostino Santoni, ha fatto un parallelo con la prima, guardando al tessuto nazionale in cui l’IoE si inserisce. E lo ha fatto con un tono moderatamente ottimista. Per Santoni l’IoE si può fare in Italia. Specie dopo che il Governo ha saputo mettere per iscritto come digitalizzare il paese, lavorando in parallelo su infrastruttura e servizi. Banda ultra larga, questo serve all’IoE, perché possa sprigionare il suo vero portato: cambiare il sistema produttivo, e quindi economico.

L'Ad di Cisco Italia, Agostino Santoni
L'Ad di Cisco Italia, Agostino Santoni

Si, perché se l’Internet of Things, sul piano del coinvolgimento parte dal consumer, è sul terreno indusrirale che esprimerà il vero potenziale.

Ci sono interi settori che stanno aspettando questo cambiamento. Santoni li individua nel manufacturing, retail e Pubblica Amministrazione. E fa esempi di missioni già partite. Progetti pilota che vanno oltre la sperimentazione e fanno già sistema, come quello con Barilla per la filiera di produzione di pasta e sughi, con il tracciamento dei dati che parte dal campo e arriva allo scaffale. O come quello con Valoritalia per l’industria vitivinicola.

E che il sistema sia il punto centrale della trasformazione è netto: per Santoni l’IoE si fa metttendo sul comune denominatore le aziende, gli acceleratori di impresa, le istituzioni e le associazioni di categoria.

Da questa impostazione olistica si evince come IoE per Cisco, e non solo per Cisco, sia la leva per creare nuova occupazione, come confermato da David Bevilacqua, che in Cisco e responsabile del mercato sud europeo. Le cose, digitali e fisiche, insomma, lavorano per le persone, non il contrario.

Quanto detto da Santoni trova consonanza nelle parole di Carmine Stragapede di Intel, che è convinto che l’IoE vada disegnata end-to-end, da cima a fondo, con standard e in piena sicurezza.

Anche per Stragapede l’IoE sarà il motore della trasformazione di un’industria, che per l’85% ancora non vede connessi i suoi elementi.

E la sicurezza delle informazioni è al centro dell’IoE, anche se la si intende come ambito in cui si inserisce tutta la tecnologia wearable.

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