Dati integrati per l’Erp del futuro

Le esigenze di omologazione spinta del passato delineano un futuro nel quale la granularità dell’offerta sarà una condizione irrinunciabile

Le macro applicazioni aziendali, e gli Erp in particolare, impongono alle aziende
non pochi problemi di integrazione. L'uniformazione e il reperimento corretto
di tutti i dati provenienti dalle diverse attività quotidiane dell'organizzazione,
infatti, impongono al dipartimento It uno sforzo di programmazione non indifferente.
Ecco perché, negli scorsi anni, si è investito in modo anche consistente
nell'adozione di strumenti software che permettessero di integrare tra
loro le applicazioni, uniformando i dati provenienti dai diversi database di
ciascun software utilizzato in uno strato di intelligenza intermedio, battezzato
layer di integrazione. Questo tipo di approccio, è attuabile in diverse
modalità (si veda box a fianco) e, in passato, le aziende di grandi dimensioni
lo hanno utilizzato come metodologia privilegiata per uniformare i dati eterogenei
al proprio interno.

Tempi di implementazione ridotti
Negli ultimi anni, però, a questa impostazione si è affiancata,
per scopi spesso simili, quella delle architetture orientate ai servizi. Si
tratta, quindi, di soluzioni differenti a problemi simili, che impongono ai
Cio una scelta non sempre facile. Spesso, inoltre, le due modalità di
uniformazione delle applicazioni coesistono, all'interno delle realtà
più “illuminate”, per far fronte a esigenze diverse. Le Soa
si rivolgono tipicamente alle nuove applicazioni online, mentre l'integrazione
viene utilizzata per proiettare, su orizzonti funzionali nuovi, le applicazioni
tradizionali. Molti produttori di Erp, ad esempio, hanno annunciato la revisione
della propria offerta in ottica service oriented.

L'idea è quella di garantire una maggiore granularità dell'offerta
(così fortemente richiesta dagli utenti, stanchi delle applicazioni monolitiche
e supercostose del passato), riducendo i tempi di implementazione e migliorando
l'omologazione con l'installato. Sono partite, come sempre, le grandi
aziende di respiro internazionale, ma anche qualche realtà italiana sta
iniziando ad adeguarsi, pubblicando i primi servizi Internet. Già da
tempo, infatti, in molti hanno aggiunto il supporto Web alle proprie interfacce
applicative, in particolare per supportare i dispositivi mobile e integrare,
quindi, più facilmente i dati da questi provenienti, mantenendo, invece,
nell'architettura tradizionale le funzioni che non hanno particolari necessità
di implementazione con le nuove tecnologie. In futuro, però, tutti dovranno
fare i conti con l'onda lunga delle Soa, riscrivendo componenti sempre
più ampie delle piattaforme gestionali sotto forma di mattoni software
facilmente riutilizzabili.

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