Dall’ecommerce all’eretail: il tempo dei pionieri è finito

Roberto Liscia, presidente di Netcomm traccia la linea. Reale e virtuale viaggiano all’unisono

“Non è più possibile pensare all'ecommerce come è stato fatto fino a oggi. Ogni aziende deve sviluppare il proprio modo di fare commercio elettronico”.


Roberto Liscia, presidente di Netcomm, è convinto che per l'ecommerce tricolore sia arrivato il momento della svolta. Non basta più aprire un sito mettere dei prodotti in vendita, ci vuole ben altro.


Ora che la nebbia sui comportamenti Internet degli utenti inizia a diradarsi (ma il cammino è ancora lungo) si vede che ogni settore ha una sua logica e anche differenti modelli di business, e che “Il web – prosegue Liscia – non può più essere considerato uno strano oggetto tecnologico, ma deve essere declinato in una strategia di brand multicanale”.


Archiviato, forse con troppo ottimismo, il conflitto tra i canali, Liscia rivela che il 38% degli acquirenti online sono più propensi ad acquistare anche off line. Ed è questo gioco di rimando fra canale fisico e virtuale che permette al presidente di Netcomm di parlare di eretail come nuovo paradigma che va oltre l'ecommerce ma ricrea la customer experience nello shopping multicanale. Non c'è più conflitto, ma mondo reale e quello della rete viaggiano all'unisono con una unica strategia. Sapendo che i giovani sono più presenti fra i buyer online che le classi medie su Internet puntano sul prezzo e quelle più alte sulla praticità dell'acquisto e non tralasciando i suggerimenti che arrivano dall'analisi di Eurisko. Per l'e-commerce però il gioco inizia a farsi duro. Finché mancherà l'offerta dei grandi nomi della distribuzione moderna, presenti invece all'estero, è difficile pensare a grandi incrementi di utenti. Bisogna lavorare su quei sei milioni di compratori che già ci sono e quel paio di milioni di potenziali buyer evidenziati da Eurisko. Ma il tempo dei pionieri è finito.

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