Così JBoss vuol diventare grande

Il produttore dell’application server J2Ee open pianifica l’espansione con una federazione di partner e con nuovo middleware.

JBoss sta cercando di tagliarsi una veste sempre più orientata al business enterprise.


Lo fa seguendo la doppia strada dell'adeguamento tecnologico e della tessitura di un'azione commerciale ad ampio respiro.


Va proprio in questa seconda direzione la costruzione della JBoss Open Source Federation (Josf).


Qualcosa di diverso, stando alle definizioni del management della società che ad Atlanta sta tenendo la propria conferenza mondiale (il JBoss World 2005) rispetto a "federazioni" come Apache o SorceForge, ritenute "stanze di compensazione per progetti software".


La Josf, invece, è annunciata come un'iniziativa tesa a tramutare i progetti opensource in vere e proprie intraprese commerciali.


I mezzi per farlo sono quelli provenienti dal patrocinio degli aderenti, oltre a JBoss, ovviamente.


Già si sa che Iona farà parte del Jofs e con lei hanno aderito sei progetti open.


Un canale Oem, terze parti software e attività di system integration ruoteranno attorno al JBoss Enterprise Middleware System (lanciato lo scorso dicembre) per costruire un reticolo di relazioni utili agli obiettivi fissati dal Josf.


Fanno parte del middleware di JBoss lo storico application server J2Ee, Apache Tomcat Java Server Page, il motore di workflow Jbpm, JBoss Cache e l'Ide JBoss Eclipse, oltre al nuovo tool di mappatura degli oggetti Hibernate.


Hibernate 3, lanciato in questi giorni, si occupa di facilitare la costruzione di applicazioni che accedono a un database relazionale, convertendo il creato in oggetti Java in modo da poter lavorare sulla logica di business.


Fra le funzioni del tool ci sono il time filtering, gestione e monotoring per la diagnosi e la soluzione di problemi legati alle performance di accesso ai dati.

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