Cosa farà Hp con NetAction?

Alcuni osservatori hanno sollvato dubbi sul futuro dell’application server di Hewlett-Packard, alla muce di un possibile accordo con Bea per il supporto di WebLogic.

Non è passato molto da quando Hp annunciò il rilancio dell’offerta application server NetAction. Eppure, già sorgono dubbi sul suo futuro e non solo per l’insoddisfacente diffusione sul mercato, a due anni dall’introduzione ufficiale. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, l’azienda avrebbe raggiunto con Bea un accordo per il supporto di WebLogic, che vanta un quota di mercato del 34%, contro il misero 3% raccolto da NetAction.
Naturalmente, non ci sono commenti ufficiali a quelle che vengono definite “speculazioni”, ma il presidente di Bea, Alfred Chuang, avrebbe parlato dell’accordo durante un briefing con gli investitori, dandolo pressoché per concluso. Se così fosse, non sarebbe difficile preconizzare la fine per NetAction, che fra l’altro genererebbe un risparmio di 20 milioni di dollari in costi annui. Ufficialmente, Hp rimane comunque impegnata sul proprio application server, ereditato e sviluppato dopo l’acquisizione di BlueStone, dall’antesignano Total e-Server.

Secondo alcuni osservatori, molti utenti Hp usano ancora middleware come Tuxedo, oggi di propietà Bea e questo renderebbe logico un upgrade verso WebLogic. Per NetAction potrebbe anche aprirsi, in futuro, uno spazio come application server specializzato, per esempio in settori come le telecomunicazioni, grazie a caratteristiche come il supporto di server paralleli.

Un eventuale accordo fra Hp e Bea rafforzerebbe un rapporto già con una propria storia. La casa di Palo Alto, infatti, già rivendeva WebLogic Server prima di acquisire Bluestone e in seguito sono stati costruiti add-in che offrono l’interazione nella gestione dei processi e protocolli di transazione fra NetAction e WebLogic.

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