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Conversazioni naturali per i chatbot enterprise con Google Dialogflow

Google Cloud ha lanciato la public preview di sei nuove funzionalità in Dialogflow CX che migliorano l’agente virtuale per le chatbot e le voicebot per le imprese.

Con queste nuove funzioni, secondo Google i clienti saranno in grado di migliorare l’esperienza di conversazione dell’utente finale e gestire meglio la sicurezza e l’implementazione.

Gli aggiornamenti includono anche alcuni miglioramenti della console e il supporto integrato per rendere l’esperienza di costruzione del bot più efficiente.

Fino ad ora, ha illustrato per prima cosa Google Cloud, Dialogflow CX era solo in grado di inviare risposte ordinate all’utente finale una volta che il turno dell’agente era finito (cosa che include l’esecuzione del webhook, il servizio che ospita la logica di business).

Per alcuni clienti, possono essere necessari 10-15 secondi per l’esecuzione dei loro webhook, durante i quali il bot è silenzioso e l’utente finale è lasciato ad aspettare.

Google Dialogflow

Grazie alla funzione Streaming Partial Response, mette in evidenza Google Cloud, se un webhook richiede probabilmente molto tempo, i clienti possono ora aggiungere una risposta statica nel frattempo e abilitare la risposta parziale quando si utilizzano le API in streaming.

In questo modo, la Dialogflow Streaming API invierà risposte parziali del bot all’utente mentre il webhook è in esecuzione, migliorando la latenza “percepita” in tali scenari.

Dialogflow, poi, ora si integra con il private network access Service Directory in modo da potersi connettere ai webhook target all’interno della rete VPC dei clienti. Ciò mantiene il traffico all’interno della rete Google Cloud e applica IAM e VPC Service Controls per la sicurezza aziendale.

La nuova funzionalità di ricerca globale di Dialogflow CX – ha annunciato inoltre Google Cloud – permette agli utenti di cercare, filtrare e accedere a risorse come pagine, intenti, frasi di training, tipi di entità, webhook, route groups e altro. Si può facilmente cercare le risorse pertinenti usando il filtro “resource type” nella ricerca.

I risultati della ricerca possono essere ulteriormente ristretti con le opzioni che permettono agli utenti di specificare un criterio per filtrare i risultati.

Ancora: la funzionalità CI/CD (Continuous Integration/Continuous Deployment) in Dialogflow CX mira ad assistere gli sviluppatori di bot con nuovi strumenti per gestire i loro cicli di rilascio.

Con questa funzione, lo sviluppatore può eseguire automaticamente un insieme di casi di test configurati per un ambiente, per verificare il comportamento previsto dell’agente virtuale in quell’ambiente.

Gli utenti possono anche utilizzare l’impostazione di continuous deployment per eseguire test di verifica prima di distribuire una versione del flusso nell’ambiente, per prevenire comportamenti non previsti e minimizzare gli errori.

Google Dialogflow

Dialogflow, mette ancora in evidenza Google Cloud, ora supporta system functions che possono eseguire comuni operazioni aritmetiche, di manipolazione delle stringhe, condizionali e di data/ora.

Questo consente agli utenti di risparmiarsi lo sforzo aggiuntivo di scrivere codice per queste operazioni, migliorando così l’efficienza. Ed è anche un passo verso la centralizzazione della logica di business del bot, riducendo la dipendenza dai webhook.

Google Dialogflow

Infine, Dialogflow CX rende più facile lavorare in team su un singolo agente, con il nuovo aggiornamento della funzione Change history in Dialogflow CX, che registra le modifiche apportate.

Gli utenti possono ora fare clic su ogni voce nella tabella della cronologia delle modifiche per visualizzare il prima e il dopo di ogni risorsa e vedere esattamente cosa è cambiato.

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