Commvault: “assetto” application-aware per la protezione dati

CommvaultSono oltre 110 le innovazioni della nuova release del software e della piattaforma proposte da Commvault per supportare i clienti nel passaggio da ambienti tradizionali verso infrastrutture iper e converged.
Un nuovo “assetto” application-aware per il portfolio di soluzioni dell’azienda attiva nella protezione dei dati e gestione delle informazioni, ora comprensivo di una piattaforma open data su cui clienti e terze parti potranno innovare aggiungendo valore.

In risposta alle richieste dell’attuale mercato della protezione dati, in cui autenticazione e cifratura dei dati sono essenziali, le finestre di backup sempre più ridotte, il recupero istantaneo la nuova regola e l’accesso ai dati avviene in forma nativa da qualsiasi luogo, Commvault ha, dunque, optato per un nuovo modello di business la cui disponibilità completa è prevista per il dicembre di quest’anno.

Addio al vendor lock-in
Con un approccio aperto e basato su standard, il nuovo portfolio è progettato per rispondere alle crescenti esigenze dei clienti in termini di gestione dei dati e delle informazioni in ambienti di lavoro in rapida evoluzione senza vincoli dovuti al vendor lock-in.
Da qui la proposizione delle applicazioni software e della Data Platform di Commvault combinate con una gamma completa di servizi professionali e di supporto per offrire alle aziende di tutte le dimensioni maggiore flessibilità e ampie possibilità di scelta dei fornitori di infrastrutture, piattaforme, computing e storage.

L’intento è anche quello di semplificare la migrazione al cloud assicurano la sicurezza dei dati in entrata, uscita e all’interno della nuvola grazie a protocolli avanzati di cifratura e autenticazione, mentre la ridefinizione degli archivi consente di trasformare le “discariche digitali” in data set attivi e accessibili.
All’avanguardia nel replication management e negli snap, il nuovo portfolio software e la piattaforma di Commvault attuano, inoltre, una governance lungo l’intero ciclo di vita dei dati con gestione, auditing, e monitoraggio della conformità da un capo all’altro della rete.

L’undicesima major version di soluzioni Commvault rappresentata dal nuovo software e dalla nuova piattaforma dati promette, insomma, ai clienti di utilizzare più facilmente le nuove tecnologie per rivoluzionare gli ambienti legacy, e passare da sistemi chiusi e proprietari a sistemi aperti, eliminando la difficoltà di integrare soluzioni disparate e stand alone.

In aggiunta all’apertura alla base della progettazione del proprio software, che ora prevede architettura Api Open, portabilità dei carichi di lavoro in ambiente Vmware, Hyper-V, Azure e Aws, copertura della virtualizzazione anche a Red Hat Enterprise Virtualization, Commvault ha, inoltre, optato per creare una vera e propria piattaforma dati per l’innovazione aperta a sviluppatori e clienti.

Ruolo attivo per partner e clienti
Dall’inizio del prossimo anno, quest’ultimi potranno abilitare le loro applicazioni a scrivere direttamente alla piattaforma dati di Commvault definendo immediatamente, e per l’intero ciclo di vita, la governance dei dati, così che i clienti possano trarre vantaggio dai servizi comuni di gestione dei dati, a prescindere dalla fonte dei dati stessi.

Sarà, così, possibile rendere più semplici da implementare, collaudare, validare, modificare e mettere in opera le operazioni di disaster recovery a prescindere dalle infrastrutture e dalle tecnologie cloud in uso, accrescendo l’affidabilità e riducendo i costi correnti dell’It e dell’operatività.

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