Come funziona Setapp, il Mac App Store alternativo

L’idea, a pensarci bene, è quasi ovvia: se ascoltiamo musica in streaming da Apple Music pagando un abbonamento e nello stesso modo usufruiamo delle applicazioni di Microsoft Office o Adobe Creative Cloud, perché la stessa cosa non deve essere possibile con le applicazioni generiche del Mac? Ci ha pensato MacPaw con Setapp, un nuovo tipo di “store” alternativo.

La logica di Setapp è la stessa della Creative Cloud: ci si abbona di fatto a un servizio che permette di scaricare sul Mac e usare qualsiasi applicazione offerta. Nel caso di Setapp, MacPaw ha messo insieme diversi sviluppatori convincendoli che l’unione fa la forza e che in questo modo si riescono a fidelizzare meglio gli utenti. In cambio di aggiornamenti gratuiti e dell’eliminazione di acquisti in-app e pubblicità, gli utenti Mac coinvolti garantiscono un flusso regolare di denaro che premia le applicazioni più efficaci.

Come funziona Setapp

Per usare il servizio basta al momento iscriversi, senza nemmeno dare i dati della propria carta di credito: c’è un mese di utilizzo gratuito al termine del quale decidere se iniziare a pagare o lasciar perdere il servizio.

L'anteprima Quick Look di un elemento della cartella di Setapp è la sua scheda informativa
L'anteprima Quick Look di un elemento della cartella di Setapp è la sua scheda informativa

Setapp si installa sotto forma di una cartella nel nostro disco e come un piccolo menu nella barra principale di macOS, tramite cui accedere ad alcune funzioni accessorie.

La cartella contiene i “puntatori” alle applicazioni in offerta. Le applicazioni ovviamente non sono installate (ancora) sul disco: per sapere cos’è e cosa fa un software possiamo attivare l’anteprima della sua “icona” nella cartella di Setapp, che mostra una scheda molto simile a quelle del Mac App Store.

Fare doppio clic su una icona apre (meglio) la schermata informativa e cliccando su Open si avvia l’applicazione stessa, che si scarica in locale per essere eseguita anche offline.

Molte potenzialità

Setapp si può giudicare tecnicamente e come idea in sé. Tecnicamente è ottimo: è un’alternativa al Mac App Store che funziona meglio. L’interfaccia è decisamente più chiara, lo store funziona con l’immediatezza di una cartella del Finder e non come applicazione separata, tutto appare ragionato e ben studiato. Certo il fatto di dover gestire una sessantina di app e non centinaia aiuta, ma si vede che si è partiti con il piede giusto.

La cartella di Setapp: le applicazioni scaricate - come WiFi Explorer - non hanno più la "freccina" di download
La cartella di Setapp: le applicazioni scaricate - come WiFi Explorer - non hanno la "freccina" di download

L’idea in sé promette bene, bisogna vedere se le premesse saranno mantenute. Concettualmente è come un abbonamento a teatro: è ovvio che conviene più che pagare ogni spettacolo, però molto dipende dal fatto se tutti gli spettacoli in programma ci piaceranno. Fuor di metafora: i dieci dollari al mese (che sono 120 dollari l’anno, non poco) sono una spesa giustificata se usiamo molte applicazioni, altrimenti conviene acquistare i singoli applicativi una tantum.

Il ruolo di MacPaw come “curatore” di Setapp sarà fondamentale. Le applicazioni proposte devono essere e mantenersi di buon livello, con alcune punte di diamante che valgano comunque la spesa (al momento possono essere Hype, Ulysses, Disk Drill e CleanMyMac) e abbiano un effetto-trascinamento sulle più numerose utility (mirate e più semplici). Incrociamo le dita.

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