Come attuare un recupero rapido delle informazioni

Vincenzo Costantino, Technical services manager di CommVault

Di fronte alla mancanza di un piano di disaster recovery che, sempre di più, rischia di avere un impatto diretto sul fatturato delle aziende di ogni dimensione, Vincenzo Costantino, Technical Services Manager per l’Italia di CommVault, suggerische di definire un nuovo modello di recupero.

Partendo dall’assunto che la gestione manuale delle informazioni richiede notevoli investimenti di tempo e tiene occupato il personale tecnico con attività a basso valore aggiunto esponendo al rischio di errori umani, alla divulgazione di informazioni confidenziali o alla perdita di dati, vanno ridefinite le strategie di disaster recovery.

Quando si parla di sistemi moderni di protezione dei dati emerge, infatti, che non tutti i dati dovrebbero essere trattati allo stesso modo.
Non solo per Costantino, non sono più i tempi in cui era sufficiente caricare una serie di file su un nastro durante la notte e inviarli in archivio.
Oggi, spiega il manager, le organizzazioni sono molto meno preoccupate dei tempi di backup dei dati e gli obiettivi di tempo e luogo di recupero stanno diventando sempre più precisi e stringenti al crescere della quantità di dati coperti da Service Level Agreement.
Recuperare i dati da molteplici mezzi, quali snapshot SAN, guest di hypervisor e applicazioni virtualizzate diventa, dunque, di fondamentale importanza per mantenere la produttività ed evitare rischi legali o il pagamento di penali legate al mancato rispetto degli SLA concordati.

Da qui l’evidenza, secondo Costantino, di come il recupero rapido delle applicazioni stia diventando la sola opzione per dare alle aziende l’agilità di cui necessitano per rimanere competitive nel mercato attuale mettendo da parte l’archiviazione su nastro, ritenuta troppo inefficiente per tenere il passo con i recuperi rapidi richiesti dal disaster recovery, soprattutto a livello di applicazioni.

Da combattere è, inoltre, la proliferazione dei data silos che impedirebbe agli It manager di prendere decisioni basate sulle informazioni disponibili e di gestire grandi quantità di dati comportando un aumento dei costi legati all’It, un rallentamento nei processi di innovazione e una visione segmentata del business.

Il suggerimento del Technical Services Manager per l’Italia di CommVault è, dunque, di utilizzare un approccio a blocchi con il recupero orchestrato degli snapshot e dello streaming attraverso i dati di backup con la cattura incrementale delle variazioni che consentono di effettuare snapshot regolari dei soli dati cambiati in modo incrementale.
A corredo, una riduzione dell’impatto sulla rete nel corso delle operazioni di protezione dei dati, dell’ampiezza di banda e delle esigenze di storage per le operazioni di recupero e Recovery Point Objective e Recovery Time Objective più rapidi.

Il consolidarsi del passaggio al cloud, all’anywhere computing e la crescita esponenziale dei dati che interessa tutti i settori produttivi richiedono, infatti, di ridurre al minimo le perdite di dati e i tempi di fermo macchina fornendo una continua disponibilità delle informazioni archiviate in formati aperti, non più proprietari, per mantenere un vantaggio competitivo e fare innovazione.

 

 

 

 

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