Cato raccoglie 6 milioni di euro per l’AI dedicata alle gare d’appalto pubbliche

Cato, startup che sviluppa una piattaforma di intelligenza artificiale per aiutare le aziende a partecipare alle gare d’appalto pubbliche italiane, ha annunciato un round seed da 6 milioni di euro. L’operazione è guidata dal fondo di venture capital olandese Keen Venture Partners, con la partecipazione di investitori già presenti nella società, e porta il capitale complessivamente raccolto a 7,6 milioni di euro.

Il finanziamento segue il round pre-seed di inizio anno, che aveva accompagnato l’ingresso sul mercato con Italian Founders Fund come investitore principale. Fondata nell’estate 2025 da Andrea Zorzetto e Matteo Bossolini, Cato dichiara di aver raggiunto circa 150 clienti attivi in sei mesi, tra piccole e medie imprese e grandi aziende nei settori medicale, informatico, dei servizi e dell’edilizia.

da sx Andrea Zorzetto, CEO e Co founder Cato e Matteo Bossolini, CTO e Co founders

Le nuove risorse saranno destinate soprattutto al potenziamento della piattaforma, all’espansione commerciale e alla crescita del gruppo di lavoro, che conta già 35 persone. L’obiettivo dell’azienda è ridurre il tempo necessario per individuare i bandi pertinenti, comprenderne i requisiti e preparare la documentazione di partecipazione.

Dalla ricerca del bando all’analisi dei requisiti

La piattaforma è dedicata al procurement pubblico, ossia ai processi con cui le amministrazioni acquistano beni, servizi e lavori. Cato organizza il proprio servizio in quattro fasi: ricerca delle opportunità, analisi dei documenti, preparazione della candidatura e utilizzo dello storico delle gare per le analisi successive.

Nella fase di ricerca, secondo quanto dichiarato dalla società, il sistema monitora in tempo reale oltre 27.000 fonti, tra cui ANAC, MePA, Gazzetta Ufficiale e portali regionali. Le opportunità vengono selezionate e segnalate in funzione del profilo di ciascuna azienda, con l’obiettivo di rendere più rapida l’individuazione dei bandi coerenti con la sua attività.

L’intelligenza artificiale interviene poi sui documenti di gara: estrae i requisiti di partecipazione e i criteri di valutazione, verifica la compatibilità con l’impresa e individua eventuali incongruenze tra i testi. La piattaforma può inoltre suggerire i chiarimenti da richiedere alla stazione appaltante, cioè al soggetto pubblico che gestisce la procedura.

Per un’impresa, il percorso parte quindi dalla selezione delle opportunità e prosegue con una lettura strutturata delle condizioni previste dal bando. Cato si rivolge sia alle aziende che partecipano già alle gare pubbliche, sia a quelle che intendono avviare questa attività.

Documentazione automatizzata e invio sotto il controllo dell’azienda

La preparazione dei documenti comprende le diverse componenti della candidatura. La busta amministrativa, che raccoglie informazioni anagrafiche, certificazioni, dichiarazioni e firme, viene precompilata automaticamente. Secondo Cato, questo consente di ridurre il tempo dedicato alle attività ripetitive che ricorrono nelle procedure di gara.

La piattaforma genera anche la relazione tecnica, includendo carta intestata e grafica dell’impresa. Una lista di controllo dinamica accompagna la preparazione della busta tecnica, relativa ai prodotti e alle specifiche dell’azienda, e della busta economica, che contiene l’offerta di prezzo.

L’invio definitivo della documentazione resta sempre all’azienda, che mantiene il controllo prima di procedere alla presentazione. Il servizio affianca quindi la preparazione dei materiali con strumenti di organizzazione e verifica del lavoro da completare.

L’ultima fase riguarda l’archivio: lo storico delle gare a cui l’impresa ha partecipato alimenta un sistema di analisi dei risultati e dei concorrenti, destinato a supportare le successive strategie di partecipazione.

I primi clienti e il mercato degli appalti

Cato colloca la propria attività in un mercato che, secondo i dati della Relazione annuale ANAC richiamati dalla società, vale 309 miliardi di euro in Italia, con una crescita del 13,9% nel 2025. L’azienda indica inoltre che il 60% delle PMI incontra difficoltà a partecipare in modo competitivo alle gare pubbliche.

Un altro dato riportato da Cato riguarda la distanza tra abilitazione e partecipazione effettiva: sulle principali piattaforme di acquisto pubblico, il 78% delle imprese abilitate non partecipa alle opportunità disponibili. È in questo contesto che la startup propone strumenti per la ricerca dei bandi e la gestione della documentazione.

Andrea Zorzetto, CEO e cofondatore di Cato, descrive così l’utilizzo del servizio nei primi mesi: “In questa prima fase abbiamo già gestito migliaia di gare. La soddisfazione più grande è sentire dai nostri clienti che vedono nella nostra tecnologia un vero alleato: li aiuta a trovare le gare pubbliche più adatte, capirne i requisiti e preparare la partecipazione al bando, aumentando la possibilità di vincita e crescita”.

Per Keen Venture Partners, l’investimento si inserisce nell’interesse del fondo verso le tecnologie a supporto della crescita delle PMI europee. Briehan Burke, General Partner del fondo, individua negli acquisti pubblici un ambito in cui sviluppare l’automazione dei processi e indica la complessità delle procedure italiane tra le ragioni della scelta di questo mercato.

Il rafforzamento del gruppo di lavoro

Con il nuovo finanziamento Cato avvia anche una fase di ampliamento delle competenze interne. Entra nel gruppo Luisa Gamba, che dal 2021 ha ricoperto il ruolo di Head of Partnerships Public Sector per Amazon Business Italia.

La sua esperienza comprende tecnologia, sviluppo del business, acquisti e settore pubblico, con attività rivolte a imprese e istituzioni in un contesto regolato e con una prospettiva paneuropea. Zorzetto collega questo ingresso alla nuova fase di sviluppo della società e annuncia l’arrivo di ulteriori figure professionali.

I due fondatori hanno percorsi differenti. Zorzetto ha portato Plug and Play in Italia a 24 anni, ha fondato l’associazione di volontariato Poliferie e ha lavorato come consulente per le politiche pubbliche al Ministero del Tesoro britannico. Matteo Bossolini, CTO e cofondatore, ha 23 anni, ha iniziato a programmare a 12 e ha avviato la prima startup a 17, proseguendo con studi tra Università Cattolica di Milano ed ESCP ed esperienze di prodotto in tre startup.

Un servizio in abbonamento per la gestione delle gare

Cato adotta un modello SaaS in abbonamento, attraverso il quale le imprese accedono al software come servizio. La piattaforma riunisce la ricerca delle opportunità, la lettura dei requisiti, la preparazione dei documenti e l’analisi dello storico in un unico percorso di lavoro.

Il round da 6 milioni di euro finanzierà lo sviluppo di queste funzionalità, l’espansione commerciale e l’ampliamento del gruppo di lavoro, a partire da una base dichiarata di circa 150 clienti attivi.

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