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Caricabatteria universale, l’Europa ha fretta

Con una risoluzione non legislativa votata a larghissima maggioranza (582 voti favorevoli,40 contrari e 37 astensioni) oggi a Strasburgo, il Parlamento europeo invita la Commissione europea a proporre velocemente una legislazione stringente sui caricabatteria standard.

Chiede di farlo entro il prossimo mese di luglio, mentre il 29 gennaio la Commissione europea ha adottato il suo programma di lavoro per il 2020, con il quale si è impegnata a presentare un’iniziativa legislativa sul caricabatteria universale nel terzo trimestre del 2020.

C’è quindi un disallineamento sui tempi, che per Strasburgo devono essere più contenuti.

Nel testo della risoluzione, in cui si chiede l’introduzione obbligatoria di un caricabatteria comune a tutti i dispositivi mobili, si afferma come vi sia una ”urgente necessità di un intervento normativo dell’UE” per ridurre i rifiuti elettronici e dare ai consumatori la possibilità di effettuare scelte sostenibili.

Il Parlamento vuole che la Commissione presenti entro luglio 2020 l’atto delegato che integra l’attuale direttiva 2014/53/UE sulle apparecchiature radi. Alternativamente chiede una misura legislativa entro la stessa data.

Nella Direttiva sulle apparecchiature radio del 2014, i legislatori dell’UE hanno chiesto lo sviluppo di un caricabatteria comune e hanno conferito alla Commissione europea i poteri per perseguire questo obiettivo, attraverso un atto delegato.

Sempre per Strasburgo la Commissione europea, nello spirito di una continua innovazione, dovrebbe garantire che il quadro legislativo relativo ai caricabatteria standard venga “esaminato periodicamente tenendo conto dei progressi tecnici“.

Il Parlamento chiede alla Commissione di adottare misure per garantire al meglio l’interoperabilità dei diversi caricabatteria wireless con le varie apparecchiature mobili.

Caricabatteria ed economia circolare

Secondo le stime, ogni anno a livello mondiale vengono prodotti circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, pari a una media di oltre 6 kg pro capite.

In Europa, il totale dei rifiuti elettronici generati nel 2016 è stato di 12,3 milioni di tonnellate, pari a 16,6 kg in media per abitante. Inoltre, i brevi cicli di vita di alcuni dispositivi comportano la produzione di ulteriori rifiuti elettronici.

Pertanto fra le richieste di Strasburgo c’è anche quella di prendere in considerazione iniziative legislative volte ad aumentare il volume di cavi e caricabatteria raccolti e riciclati negli Stati membri, e in maniera collegata, garantire che i consumatori non siano più obbligati ad acquistare un nuovo caricabatteria con ogni nuovo dispositivo.

La proposta per una vendita dissociata dei caricatori dall’acquisto di nuovi dispositivi dovrebbe essere introdotta insieme a una soluzione di ricarica standard, senza che questo generi un aumento dei prezzi per i consumatori.

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