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Blockchain, tanti progetti su GitHub ma pochi riescono

Evolution of blockchain technology: insights from the GitHub platform è il report realizzato da Deloitte che analizza la situazione della blockchain alla luce dei progetti inseriti su GitHub, piattaforma di sviluppo software.

Secondo questi dati a partire dall’aprile del 2009, quando il codice di base che supporta Bitcoin è stato pubblicato, il numero di progetti su GitHub relativi a blockchain è cresciuto in modo significativo, con una media di oltre 8.600 nuovi progetti l’anno.

Solamente nel 2016 i nuovi progetti sono stati quasi 27mila, mentre nel 2017 siamo quasi a 25mila. La crescita del numero di progetti è stata accompagnata dalla rapida crescita dei contenuti prodotti per sviluppare questo tipo di tecnologia.

Blockchain, la presenza delle organizzazioni

Analizzando i repository blockchain e il loro contenuto, lo studio ha rilevato una maggiore presenza delle organizzazioni. Nel 2010 hanno sviluppato meno dell’1% di tutti i progetti, ma nel 2017 erano già arrivate all’11%. Alcuni progetti hanno portato allo sviluppo di nuove piattaforme (Ethereum, Ripple, Corda e Quorum) che alcuni sviluppatori utilizzano ora per costruire applicazioni. Anche i progetti di proprietà delle  organizzazioni tendono a essere aggiornati più frequentemente rispetto a quelli sviluppati dagli utenti, e sono cinque volte più suscettibili di essere copiati, il che implica che la comunità li ritiene più pertinenti.

Su GitHub lavorano 772 comunità blockchain definite da schemi di collaborazione che possono dare origine a nuove applicazioni. Ad esempio, la piattaforma Ethereum è stata inizialmente sviluppata da due figure centrali del progetto Bitcoin; il loro progetto si è poi evoluto nella più grande comunità blockchain. Nello spazio dedicato a questa tecnologia le comunità comprendono almeno 25 progetti, con alcuni grandi cluster. Studiando le comunità è possibile vedere come i progetti che hanno sviluppato una specializzazione consentono la creazione di nuove applicazioni. Ad esempio gli strumenti per consentire l’Initial coin offering (Ico) sono spesso collegati a progetti in sottocomunità di grandi dimensioni: progetti che sviluppano contenuti per contratti intelligenti, conti depositari e il codice centrale di Ethereum nel linguaggio Go.

Gli abbandoni

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dall’abbandono della maggior parte dei progetti che in altri casi non raggiungono una scala significativa. Lo studio ha rivelato che solo l’8% dei progetti sono attivi, ovvero aggiornati almeno una volta negli ultimi sei mesi. In questo caso, le organizzazioni sono un differenziatore positivo visto che il 15% dei loro progetti sono attivi a differenza del 7% dei progetti sviluppati dagli utenti. L’abbandono dei progetti di solito deriva principalmente da tre fattori.

I progetti sviluppati dagli utenti tendono ad avere una durata di vita più breve e ad essere applicazioni blockchain stand-alone invece che librerie fondamentali che consentono la creazione di più applicazioni. Gli utenti sono più inclini a sperimentare, sviluppare e prototipare idee che spesso non riescono a crescere.
L’analisi di Deloitte indica poi che la maggior parte dei progetti con alti tassi di mortalità sono quelli in cui un committer ha generato la stragrande maggioranza dei contenuti e, di fatto, il progetto mediano (misurato in base al numero di committer) ha un solo committer. Spesso questo sviluppatore unico, o leader, sposta l’attenzione su altri progetti o semplicemente si disimpegna. D’altra parte, la maggior parte dei progetti che sopravvivono tendono ad avere committer multipli con minore concentrazione di attività attribuita a uno in particolare. Prevedibilmente, la maggior parte delle organizzazioni sono strutturate in quest’ultimo modo.
In terzo luogo, i progetti con un numero maggiore di copie sono più soggetti a sopravvivere, mentre quelli con poche o nessuna copia sono più soggetti a stallo. Infatti, per quanto riguarda quest’ ultimo, una copia di un progetto tende anche ad avere meno committer e quindi tassi di mortalità più elevati.

I linguaggi di programmazione

I linguaggi di programmazione si orientano verso i servizi finanziari e C++ rimane quello preferito. Tuttavia anche Go, il linguaggio di programmazione sviluppato da Google nel 2009, sembra stia guadagnando  spazio. Si tratta della seconda lingua più utilizzata per i progetti relativi alla blockchain. Go sembra essersi rapidamente evoluto da un linguaggio marginale a uno dei fulcri dell’ecosistema blockchain di GitHub. Solo due anni fa, nel 2015, meno del 2% di tutti i contenuti dei progetti blockchain sono stati sviluppati a Go. I programmatori attribuiscono l’ascesa di Go alla sua semplicità e capacità di scalare. E mentre le società di servizi finanziari si affidano alla gestione della memoria, velocità e all’affidabilità di C++, la scalabilità sembra essere una priorità eccezionale anche per le società di servizi finanziari che interagiscono e negoziano con molteplici e diffusi stakeholder.

Dove sono i talenti

Per quanto riguarda la dislocazione dei talenti, la maggior parte dei proprietari di progetti GitHub vivono in Nord America o in Europa, con San Francisco che ha la maggiore concentrazione. È interessante notare che le due città più popolari nelle quali trovare i proprietari dei progetti sono due tradizionali hub di servizi finanziari: Londra e New York. I progetti provenienti da San Francisco includono soluzioni per gli scambi, portafogli per criptomonete, interfacce per blockchain e strumenti di pagamento per criptocurrencies, per citarne alcuni.

Anche l’ecosistema di Londra è variegato, ma presenta un maggior numero di progetti legati alla comunità Ethereum, che implicherebbero anche un maggior numero di progetti intorno alle tecnologie di accompagnamento, come identità digitali, contratti intelligenti e Api aperte. Gli sviluppatori di New York sembrano essere specializzati in progetti orientati ai servizi finanziari tradizionali. Vale anche la pena di notare l’elevato livello di attività in Cina, in particolare a Shanghai e Pechino. In entrambe queste città, la maggior parte dei progetti riguarda le valute cripto e gli scambi di valute criptocurrency, con particolare attenzione alla scalabilità.

 

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