Blockbuster dà risalto alle informazioni

Integrazione di sistemi, supply chain e Crm sono i progetti al centro dell’interesse della società, all’insegna dell’efficienza

Sarà un 2009 all'insegna dell'integrazione quello di Blockbuster, noto marchio dell'home entertainment, che guarda al flusso informativo come a un patrimonio da mettere in luce. L'efficientamento dei processi, infatti, è da tempo al centro dell'interesse aziendale, al punto che la responsabile dei sistemi informativi, Laura Zanivan, prima ancora di essere chiamata alla guida dell'It si occupava proprio di supply chain e ottimizzazione dei processi operativi. «Le due cariche sono state unificate nel 2006 quando sono stata chiamata a gestire l'Information technology della società - spiega la manager -, in seguito a un cambiamento organizzativo che ci ha trasformato da struttura di rental a struttura di retail, con la necessità di creare dal nulla una serie di processi nuovi, dal riassorbimento alla distribuzione».

L'It, inizialmente caratterizzata da un ruolo più tipicamente infrastrutturale, di collegamento con i punti vendita, ognuno dotato di un proprio server in comunicazione con il sistema centrale, negli ultimi anni ha dovuto assumere un ruolo più orientato alla creazione dei processi e all'integrazione fra i vari sistemi, spesso sviluppati in ambienti diversi. Nata una ventina di anni fa, Blockbuster ha privilegiato lo sviluppo interno: ogni punto vendita ha un proprio server sul quale è installato un applicativo chiuso che comunica all'esterno tramite scambio notturno di file, che transitano per la sede centrale europea in Inghilterra. «Si tratta di un sistema adotatto da tutti i nostri negozi nel mondo - prosegue Zanivan -, base da cui sono, poi, stati creati i sistemi di back office sia finanziari che di gestione della supply chain, allo scopo di integrare le informazioni a livello italiano, europeo e mondiale, comunicando con il quartier generale di Dallas».

E se la standardizzazione, per quanto riguarda il sistema di store, la fa da padrone, sul back office lo spazio di manovra è maggiore, pur partendo anche in questo caso da una soluzione messa a fattor comune per il Vecchio Continente: Oracle Jd Edwards World, customizzata a livello locale. «Molti dei nostri progetti sono differenti da quelli dei colleghi oltre confine e necessitano di personalizzazioni - indica la Cio -. L'Inghilterra, ad esempio, non prevede il concetto di franchising e, quindi, si crea una diversità dal punto di vista gestionale».

Ma i prossimi mesi vedranno un'accelerazione anche sul fronte Crm. «Il sistema di data warehousing raccoglie tutti i dati fondamentali che i nostri analisti possono estrarre in modo mirato - illustra Zanivan -, ma non siamo dotati di uno strumento specifico per realizzare vere e proprie azioni di Crm, che affidiamo a società esterne».

Il team It, dunque, composto oltre a Zanivan da cinque persone, sarà impegnato ad automatizzare ulteriormente l'intera supply chain, che vedrà processi sempre a maggiore valore aggiunto, centrati sulla miglior conoscenza degli acquirenti, con un forte orientamento al business. «Io riporto direttamente al managing director - annuncia la Cio - e la comunicazione è buona. Negli ultimi due anni siamo riusciti a creare efficienza fra i vari dipartimenti e l'It si è resa indipendente dagli analisti funzionali per quanto riguarda i processi».

Accentuato è stato anche il ricorso all'out- sourcing. «La pratica di esternalizzare esisteva già al mio arrivo - ricorda Zanivan -. Parte dell'infrastruttura, ad esempio, era gestita in questo modo, così come l'assistenza ai negozi. Solo alcune pratiche erano mantenute sotto controllo diretto ma anche queste, ora, sono state affidate a terzi. Negli ultimi mesi, poi, abbiamo intrapreso la medesima strada anche per il supporto utenti. I dipendenti del gruppo sono, infatti, oltre 1.200 e il lavoro copre un arco orario molto ampio. Il team It risultava sottodimensionato rispetto alle esigenze globali, mentre ora abbiamo guadagnato flessibilità. Creiamo anche efficienza, perché riusciamo a registrare in maniera più puntuale le richieste di servizio, delle quali è stata fatta una classificazione. In questo modo, il personale interno può dedicarsi a progetti strategici per il business».

Nella scelta del fornitore, l'azienda tende a privilegiare principalmente due aspetti. «I nostri punti vendita sono concentrati nel nord Italia - precisa la manager - in grandi città e, quindi, non avendo la necessità di servire aree difficilmente raggiungibili dai tecnici, abbiamo preferito rivolgerci a realtà magari non molto conosciute che, però, erano in grado di garantirci elevata flessibilità e un livello di costi inferiore a quello dei principali operatori di mercato. In questo modo, è possibile stabilire un miglior rapporto di partnership». Si tratta di un approccio che Blockbuster adotta, pur valutando caso per caso, anche in altre aree, tra cui la telefonia, in cui alterna grandi nomi a società locali, nell'attesa di completare il progetto VoIp.

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