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I bitcoin nella top ten delle banche mondiali per capitalizzazione

Complice una crisi pandemica che ha spostato l’attenzione verso tematiche economiche tradizionalmente concrete, i bitcoin sembrano spariti dai radar dell’innovazione digitale.

Si continua a parlare di fintech, ma lo si fa con una stretta connessione al modo finanziario classico.

A riportare alla luce il tema dei bitcoin è invece il sito inglese di informazione finanziaria Buy Shares, nato per mantenere l’attenzione del mercato finanziario sullo scenario UK dopo la Brexit, che fa notare come oggi la capitalizzazione in Bitcoin, 169 miliardi di dollari, equivalga a quella dell’ottava banca più grande a livello globale.

l dati raccolti da Buy Shares, che fanno rifermento a luglio 2020 ma sono stati raccolti a gennaio, indicano che l’asset bitcoin manifesta un Roi del 27,18% su base annuale.

Too big to fail?

Dai dati riportati risulta che con 433,5 miliardi di dollari di capitalizzazione JP Morgan Chase è la più grande banca del mondo. Al secondo posto della capitalizzazione di mercato c’è Bank of America con 306 miliardi di dollari.

Chude il podio ICBC, al terzo posto con una capitalizzazione di 290,9 miliardi di dollari seguita a distanza dalla China Construction Bank con un cap di 218,4 miliardi di dollari.

bitcoin capitalizzazione

Wells Fargo è la quinta banca più grande al mondo con una capitalizzazione di mercato di 203,3 miliardi di dollari, seguita da Agricultural Bank of China e Citigroup rispettivamente a 178,8 miliardi e 171,5 miliardi di dollari.

Poi ci sarebbe Bitcoin, se fosse una banca.

L’attuale capitalizzazione di mercato di Bitcoin ha superato altre grandi banche come HSBC che attualmente ha una capitalizzazione di 157,5 miliardi.

Altre banche con capitalizzazione di mercato inferiore a Bitcoin sono The Bank of China (146,6 miliardi), China Merchants Banks (137,7 miliardi), Royal Bank of Canada (116,6 miliardi), HDFC Bank Limited (112,7 miliardi), Toronto Dominion Bank (103,3 miliardi), Commonwealth Bank of Australia (101,6 miliardi) e Morgan Stanley (93,09 miliardi di dollari).

Il Roi di Bitcoin

Rispetto alle azioni delle principali banche, secondo quanto raccolto da Buy Shares, da inizio anno i Bitcoin deterrebbero il migliore tasso di ritorno sugli investimenti del comparto bancario, duramente colpito dalla crisi globale a livello di valore azionario.

I bitcoin hanno infatti un Roi del 27,18%, con China Construction Bank Corporation che si piazza al secondo posto con un Roi del 2,52%. La Industrial and Commercial Bank of China ha rendimenti negativi per il 19,5%, JP Morgan Chase ha un ROI di -29,58% seguito da -34,07% di Bank of America, mentre Wells Fargo avrebbe i rendimenti peggiori: -53,62%.

Fenomeno iperinflattivo in Sud America

Parallelamente, uno studio pubblicato dal sito di investimenti inglese Invezz ha rivelato un picco di trading di bitcoin in Sud America dall’inizio della pandemia da Covid-19.

Lo studio ha analizzato il livello di trading da marzo a maggio 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Invezz nota come sia stato fatto trading di bitcoin per un totale di 370.917.838 di euro sulla piattaforma LocalBitcoins durante il Covid-19 rispetto a 590.870.535 durante lo stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta di un calo complessivo di 220 milioni di euro.

Nonostante ciò molte nazioni nel continente sudamericano hanno di fatto visto un aumento dell’attività: Colombia, Cile, Argentina e anche se il Venezuela ha registrato un calo nel trading, ora si trova al 2° posto nel mondo in termini di trading di Bitcoin. Pare infatti che i venezuelani possano utilizzare i bitcoin per pagare beni e servizi in oltre 20.000 punti vendita.

La causa di questo fenomeno è l’iperinflazione dei paesi sudamericani, alimentata dalla crisi pandemica, che ha spinto i cittadini a utilizzare altre forme di valuta.

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