Ballmer-Kawasaki show

Sul palco di Las Vegas si sono incontrati il ceo di Microsoft e il venture capitalist stuzzicandosi su Yahoo, Vista, MacBook, social networking e vita da manager.

Al Mix di Las Vegas, evento di Microsoft dedicato agli sviluppatori Web, ha tenuto banco l'incontro amichevole ma non troppo, riportato dalle cronache della stampa statunitense, fra il Ceo della società Steve Ballmer e uno sparring partner d'eccezione, Guy Kawasaki, oggi direttore di Garage Technology Venture ma ideologicamente ancora vicino ad Apple, società per cui ha lavorato a più riprese.

E proprio in qualità di venture capitalist ha avuto parole di elogio per Microsoft, quando ha rilevato di aver avuto modo di constatare l'assenza di quell'arroganza che altri le imputano. Invece è una società, ha detto, fatta da persone esperte, acute, interessate al nuovo, con cui è piacevole e anche facile lavorare.

Lodi a parte, il dibattito fra Kawasaki e Ballmer ha avuto momenti che hanno deliziato la platea.

Tanti i temi trattati, a cominciare da quelli più in luce, come l'acquisizione di Yahoo, di cui Ballmer ha ribadito il merito (“il mercato della pubblicità su Internet è già una gran cosa e lo diventerà sempre più”, ha detto, aggiungendo “la nostra posizione è trasparente, l'offerta è sul tavolo e tutti la possono vedere”) o la sanzione comminata dall'Unione europea, su cui il ceo di Microsoft ha tenuto una posizione istituzionale: “il nostro percorso alla condivisione delle specifiche tecniche è avviato e non da ora”.

Ma le cose più sapide hanno riguardato il rapporto con Apple, Vista, il lavoro quotidiano come Ceo, il social networking e anche il basket.

Richiesto di raccontare com'è la sua giornata tipo, in qualità di Ceo di Microsoft, Ballmer ha risposto che ne esistono tre.

C'è la giornata “on the road”, in giro per l'America e il mondo a far meeting, che inizia alle 7 e mezzo del mattino e finisce alle 8 di sera. E poi via su un aereo, verso un'altra città, dove lo attendono altre 11 ore di incontri.

Poi c'è la giornata da “studio medico”, passata a Redmond, con un meeting all'ora, persone che escono dallo studio e altre ne entrano, incessantemente. E Ballmer ha fatto capire con ripetuti “boom, boom, boom” anticamera di mal di testa, che non è la giornata che più lo entusiasma.

Infine c'è il giorno per se, quello in cui ha al massimo un paio di incontri e il resto lo può passare a riflettere, ideare, scrivere. Non troppe mail, però: risulta che non ne riceva poi tante (evidentemente altri lo fanno per lui).

Kawasaki ha poi invitato Ballmer a parlare di Vista. Risposta: “stai parlando del secondo sistema operativo più popolare nella storia?”. “Esattamente quello per cui non c'è possibilità di scelta”, è stata la frecciata di Kawasaki.

Ballmer con un diversivo ha puntato l'indice su un Macbook Air (l'ultimo notebook Apple) maneggiato da Kawasaki, canzonandolo: “e questo sarebbe potente come il mio Toshiba? Dov'è il Dvd?”. “Roba superata”, ha risposto l'ex-evangelist di Apple.

Al di là della teatralità, Ballmer ha riconosciuto a Apple di fare un buon lavoro e di volervi competere, nel pieno rispetto, con convinzione e vigore.

Social networking. Kawasaki ha chiesto, retoricamente, se si tratta solo dell'ultima mania. Per Ballmer non lo è: il modo in cui le persone socializzano è cambiato, ha sostenuto, e per sempre, quindi bisogna prendere sul serio fenomeni come Facebook.

Infine, c'è stato spazio anche per parlare di sport, sull'onda della notizia di una potenziale partecipazione di Ballmer a una cordata di investitori per rilevare la squadra di basket Nba dei Seattle Sonics, che però il ceo non ha voluto commentare. Ma Kawasaki ha chiosato: “perché non torniamo indietro di trent'anni? Io farei il proprietario dei San José Sharks e tu quello dei Sonics. Sarebbe una bella vita”, trovando il consenso di Ballmer. A prescindere, crediamo, per via di quei trent'anni in meno.

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