Home Mercato AT&T vuole Time Warner (e ridisegna il mercato dei contenuti)

AT&T vuole Time Warner (e ridisegna il mercato dei contenuti)

L’intesa annunciata nel corso del fine settimana non è di quelle con closing immediato, né destinata a chiudersi esattamente così come viene raccontata: la posta in gioco è alta e sembra destinata non semplicemente a consolidare ma a ridefinire il mercato delle comunicazioni.
Perché AT&T ha reso noto di aver raggiunto una intesa per acquisire gli asset di Time Warner per 85 miliardi di dollari, vale a dire la più grande operazione mai fatta, finora, da un operatore delle telecomunicazioni verso il mercato dei contenuti.
Se l’operazione dovesse andare in porto, e dovesse cioè ricevere tutti i via libera dagli enti regolatori e dagli enti preposti, in mano di AT&T finirebbero tra gli altri CNN, HBO e Time Warner. Ed è chiaro che i timori da parte delle autorità preposte all’analisi del progetto sono che AT&T non solo acquisisca un indubbio vantaggio competitivo, ma che possa limitare ad altri la distribuzione dei contenuti degli asset da lei controllati.
Lo stesso timore in fondo già espresso nel caso della proposta di acquisizione da NBCUniversal da parte di Comcast per un valore di 30 miliardi di dollari.

L’intesa AT&T – Time Warner entra nel gioco delle presidenziali

La questione, al di là di tutti i meriti tecnici di cui parleremo tra poco, entra nel pieno della battaglia per le elezioni presidenziali, tanto da essere definita una grossa scommessa sulla vittoria di Hillary Clinton, laddove Donald Trump ha già dichiarato che per quanto lo riguarda bloccherebbe l’intesa, che concentrerebbe troppo potere nelle mani di pochi.
In ogni caso, anche il Senato americano già si interroga sulle possibili ripercussioni dell’intesa verso i consumatori.

Meglio il possesso che la licenza

Per AT&T si tratta del prosieguo di una strategia da tempo iniziata, che la ha vista acquistare lo scorso anno DirecTV per 48,5 miliardi di dollari, aggiungendo ai suoi 142 milioni di abbonati ai servizi wireless anche i 38 milioni di sottoscrizioni del servizio televisivo.
I colloqui con Time Warner sarebbero iniziati nel corso dell’estate, nella convinzione che “possedere gli asset consente un vantaggio competitivo molto maggiore al semplice utilizzarli in licenza”, come ha dichiarato il Ceo Randall Stephenson, sicuro, per altro, che l’intesa non crei alcun problema dal punto di vista dell’antitrust: non rimuove alcun player dal mercato, non ci sono timori dal punto di vista della concorrenza.

Il 5G impone nuove regole del gioco

La partita. In ogni caso, si gioca tutta nell’ambito del 5G e delle nuove tecnologie in ambito mobile, che rendono particolarmente interessante per i provider collaborare con i fornitori di contenuti. E la posta in gioco è la ridefinizione dei servizi di pay-tv così come li abbiamo finora conosciuti.
Del resto, le società che producono contenuti fanno sempre più fatica a restare indipendenti, per questo rappresentano opportunità interessanti per gli operatori del mondo delle comunicazioni, soprattutto quelle che con i servizi wireless indirizzano un pubblico giovane, sempre più propenso a staccarsi dal cavo, e che hanno bisogno di contenuti per diversificare la loro proposta.

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