Architetture, libertà di scelta per il cliente

Iona ribadisce l’approccio agli standard, sui quali sviluppa l’offerta per l’implementazione delle Soa, e accresce l’impegno verso il mondo opensource

Da due anni Iona si sta muovendo verso le Soa, dove ritiene di avere voce in
capitolo, visti i 15 anni di esperienza maturata nell’attività
di integrazione presso i grandi clienti. E lo fa puntando sempre sugli standard
«in quanto sono lo strumento che dà libertà di scelta
al cliente
- ci spiega Massimo Cazzaniga, regional director Southern Europe
di Iona -. In ambito Soa abbiamo dunque costruito un’offerta che va
in direzione dell’indipendenza tecnologica
». Nei confronti
dell’utente, l’approccio è quello di salvaguardare gli investimenti
dei clienti.
«Spesso troviamo una situazione di sistemi legacy che il cliente vuole
tenere,
- sottolinea Cazzaniga - per cui la proposizione è quella
di riutilizzare le applicazioni esistenti, di capitalizzare i suoi asset e di
farli evolvere, in modo incrementale, verso un’architettura orientata
ai servizi, che supportiamo con una serie di best practice e di metodologie.
L’importante, però, è definire in modo chiaro, fin dall’inizio,
quali sono gli obiettivi da raggiungere. Il tutto in un’ottica di semplificazione
dell’erogazione dei servizi. In questa fase, tuttavia, è riduttivo
pensare che solo il cambiamento tecnologico possa bastare, in quanto è
necessario che avvenga anche un cambiamento organizzativo del business
».

Un altro aspetto su cui Iona sta puntando è quello relativo all’opensource,
dove sta investendo in modo significativo, con l’obiettivo di preparare
una serie di annunci in grado di fornire, in ambito open, una soluzione di tipo
Soa completa e affidabile.
«A fianco dell’offerta commerciale - prosegue Cazzaniga
- che comprende sia Artix, per l’implementazione di infrastruttire
Soa distribuite, sia le soluzioni più tradizionali che ci consentono
di mantenere la leadership di mercato assoluta su Corba, in ambito opensource,
Iona è impegnata come leader sul progetto di Soa Tools Platform (Stp)
di Eclipse ed è tra i promotori principali del progetto CeltixFire, (Cxf)
ospitato dall’incubator Apache. Si tratta di un progetto che può
essere visto come la continuazione di Celtix, il primo progetto Os di Iona,
allora ospitato da ObjectWeb. La prima milestone di Cxf è attesa per
la fine dell’anno. In ambito Os, supportiamo anche altri progetti, quali
il protocollo Amqp (Advanced message queuing protocol, ndr) e il progetto Qpid,
un message broker opensource che lo implementa. Le attività di Iona in
ambito Os tendono a offrire all’utente una scelta sempre più ampia
di soluzioni, in un momento in cui l’opensource è una scelta sempre
più attrattiva, sia per motivi di costo che per motivi di accessibilità
dei codici. La problematica classica che spesso frena l’adozione dell’Os
in azienda è il supporto, e Iona offre una serie di servizi, sia di formazione
che di supporto allo sviluppo e all’implementazione, che consentono di
sfruttare i vantaggi dell’Os ma con una maggiore garanzia
».

L’obiettivo di Iona, come ribadisce il manager, è di dare la massima
libertà di scelta al cliente in fatto di architetture, in quanto non
ritiene opportuno obbligarlo a fare degli investimenti hardware tali da dover
rinnovare il proprio end point.
Per cui al cliente non viene imposto un modello, ma gli viene offerto uno strumento
che consente di utilizzare modelli diversi in base allo scenario che ha in azienda,
e di far evolvere il tutto senza che debba riscrivere i codici, ma in modo trasparente.
«Non è sempre facile riuscire a far comprendere ai clienti
la libertà che consente il nostro approccio
- osserva Cazzaniga
-. Per questo cerchiamo di capire quali sono le sue problematiche e poi,
portando delle esperienze concrete maturate nel suo settore, gli dimostriamo
con un progetto che siamo in grado di implementare in modo semplice quanto andiamo
affermando
».

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