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Applicazioni cognitive, accordo fra università italiane e Ibm

La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) e Ibm hanno siglato un accordo triennale per consentire alle Università italiane l’accesso a servizi che consentiranno la realizzazione di nuove applicazioni cognitive a fini educativi, analitici e di ricerca.

In base all’accordo saranno resi disponibili attraverso il public cloud di Ibm tecnologie di intelligenza artificiale e data analytics per sviluppare progetti di ricerca, creare prototipi e soluzioni a supporto di ricercatori e docenti.

Le tecnologie di Ibm consentiranno alle Università di modernizzare le proprie applicazioni, valorizzare il proprio patrimonio informativo, e creare nuove forme di interazione con studenti e partner.

La trasformazione digitale, si legge in una nota di Ibm, è di crescente importanza anche nel settore della formazione, poiché un numero sempre maggiore di studenti richiede di poter interagire in modalità digitale con la sua Università.

Docenti e operatori sono alla ricerca di soluzioni tecnologiche che consentano loro di raggiungere gli studenti in modo più immediato e personalizzato e a questo serve il patto triennale fra la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e Ibm.

La collaborazione con la CRUI permetterà a Ibm di supportare le università italianer nella progettazione e lo sviluppo di corsi formativi su Intelligenza Artificiale e Data Analytics, con lo scopo di allineare i profili professionali alle esigenze del mercato del lavoro.

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