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Perché Apple dice no al sideloading: c’è un rischio privacy e sicurezza per iPhone

In un approfondito documento pubblicato sul proprio sito, Apple ha spiegato perché è contraria al sideloading, che rappresenterebbe un rischio per la privacy degli utenti e la sicurezza di iPhone.

Innanzitutto vediamo cosa si intende per sideloading.

In generale, il termine sideloading si riferisce al trasferimento di dati da un dispositivo a un altro, ad esempio da un computer a uno smartphone.

Nel caso specifico delle app, in ambito Android questo termine è solitamente utilizzato per riferirsi all’installazione di una app sul dispositivo, al di fuori dello store ufficiale di Google.

Ultimamente, da più parti – anche da personalità e istituzioni pubbliche – è stata sollevata la richiesta a Apple di supportare il sideloading.

Financo si sono avute ipotesi di interventi regolatori per imporre tale cambio di policy ad Apple.

Per far sì che la società di Cupertino supporti, in altre parole, la distribuzione di app al di fuori del suo App Store ufficiale, e che consenta il download diretto da siti web o app store di terze parti.

Questa posizione si basa su argomenti relativi a una (vera o presunta) posizione di monopolio, e ad altre questioni correlate alla tutela di una libera concorrenza nel mercato delle app e alla possibilità di scelta da parte degli utenti, nonché di imprese e sviluppatori.

Apple

Apple ha risposto a questa ipotesi con un documento che non entra nel merito delle polemiche, ma che spiega in modo dettagliato le ragioni della sua posizione.

Riassumiamo qui i punti principali: il documento di più di trenta pagine è liberamente scaricabile e consultabile nella sua completezza.

Sostenere il sideloading attraverso il download diretto e app store di terze parti – sostiene Apple – comprometterebbe la privacy e le protezioni che hanno reso iPhone così sicuro, ed esporrebbe gli utenti a gravi rischi per la sicurezza.

Proprio in un momento in cui il malware per le piattaforme mobili e le conseguenti minacce alla sicurezza e alla privacy sono sempre più comuni. Non solo: queste minacce sono prevalentemente presenti proprio sulle piattaforme che permettono il sideloading, ha sottolineato Apple.

Il malware mobile danneggia tutti: gli utenti finali, le aziende, gli sviluppatori e gli inserzionisti.

La società di Cupertino ha messo anche in evidenza come, negli ultimi quattro anni, sui dispositivi Android siano state individuate da 15 a 47 volte più infezioni malware rispetto all’iPhone.

Apple privacy

Se Apple fosse costretta a supportare il sideloading, sostiene la società di Cupertino, un numero maggiore di app dannose raggiungerebbero gli utenti perché sarebbe più facile per i cyber-criminali prendere di mira i dispositivi. E ciò, sempre secondo Apple, anche se il sideloading fosse limitato solo agli app store di terze parti.

Inoltre – prosegue l’”arringa” di Apple –, gli utenti avrebbero meno informazioni sulle app prima dell’installazione, e meno controllo su di esse dopo averle scaricate sui loro dispositivi.

Un altro rischio sottolineato da Apple è che in alcuni casi il sideloading imporrebbe anche la rimozione delle protezioni contro l’accesso di terzi a elementi hardware proprietari e funzioni del sistema operativo non pubbliche. E anche questo minerebbe la sicurezza della piattaforma.

Persino i dispositivi degli utenti che preferirebbero comunque continuare a installare app dallo Store ufficiale sarebbero a rischio se Apple fosse costretta a supportare il sideloading, avverte la società californiana.

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