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API open data: le applicazioni virtuose nel settore pubblico e privato

La conformazione del nostro paese, il digital divide e la qualità delle connessioni hanno enfatizzato il ricorso all’utilizzo di data center e server in cloud ed è inarrestabile il trend delle applicazioni cloud based, ormai diventato l’approccio naturale di ogni progetto aziendale.

Sono rari i casi nei quali si sceglie una soluzione così detta on premise – ovvero, con server locali interni all’azienda – e, comunque, anche in queste situazioni i backup ed alcuni servizi vengono solitamente replicati in cloud per permetterne l’accesso dall’esterno e con logiche di scalabilità che un server locale difficilmente può offrire.

Ormai è noto a tutti il valore intrinseco dei dati aziendali a supporto della strategia. Per fare un parallelo, non analizzare i dati aziendali è come guidare una macchina senza il cruscotto e la dovuta strumentazione: ci diventerebbe impossibile conoscere valori chiave di performance come la velocità, la marcia e quando carburante abbiamo ancora a disposizione.

Un’azienda deve non solo raccogliere i dati aziendali, ma anche e soprattutto organizzarli con una robusta struttura del database e costruire una dashboard per la valutazione delle informazioni.

A questo punto, la domanda che l’organizzazione deve porsi è come utilizzare queste informazioni in modo utile e come renderle subito disponibili e attivabili in altri applicativi, sia interni che esterni all’azienda.

Solitamente le organizzazioni più grandi possono far ricorso ad un ERP (Enterprise Resource Planner) che, per natura, permette di gestire in maniera accentrata tutte le informazioni e ne abilita l’interscambio tra i dipartimenti. Tuttavia, anche quando sono presenti sistemi ERP in azienda, non è scontato che riescano a comunicare in maniera efficace verso l’esterno o con gli altri applicativi a supporto.

Queste specifiche esigenze di interconnessione vengono risolte dalle API (Application Programming Interface), un​ insieme di protocolli di comunicazione che regolano e ​realizzano l’integrazione​ tra software applicativi.

L’interoperabilità delle API consente la ​comunicazione tra prodotti o servizi​ diversi prescindendo dalla conoscenza delle modalità di implementazione e alleggerendo di molto l’impegno e i tempi di programmazione.

Proprio per questo, il nuovo trend nella progettazione di sistemi applicativi vede affermarsi l’approccio API first, che mette, appunto, le API al centro della strategia di sviluppo e costruisce attorno ad esse il resto del software.

Quali sono i vantaggi nell’utilizzo delle API?

Gestire i dati con una API ci mette nella condizione di avere sempre a disposizione un protocollo di scambio informazioni standardizzato, semplice da implementare sia con servizi interni. (Es. ERP con nuovo software marketing) sia con servizi esterni (es. ERP con partner per la gestione del tracking delle spedizioni).

Il costo dello sviluppo di una API si aggira, in media, attorno ai 20.000 euro – anche se, ormai, molti software includono un sistema di comunicazione nativo al loro interno per agevolarne la messa in funzione. Questo investimento può sembrare un di più, l’allocazione di un budget per perseguire un sofisticato tecnicismo, ma, in realtà, trova perfetta contestualizzazione in aziende che decidono di adottare un paradigma cloud-native per lo sviluppo di applicazioni e modelli innovativi.

Le API possono giungere a rappresentare un vero e proprio asset aziendale, in certi casi anche monetizzabile, avviando un processo con il quale le aziende realizzano profitti usando le proprie interfacce di programmazione delle applicazioni.

Infatti la presenza di API ben realizzate consente di stabilire e mantenere relazioni all’interno dell’economia digitale. Consentire ad altri utenti di accedere e di integrare i dati e le risorse nei propri siti e applicazioni, pubblici o privati, rappresenta una versione su larga scala della presenza sul web.

La monetizzazione dei dati può avvenire in diversi modi:

  • Indiretta: un esempio è Amazon mette a disposizione gratuitamente una serie di informazioni sulle foto e descrizione dei prodotti, perché ha l’interesse che le aziende in seguito possano scegliere le proprie soluzioni AWS server per i loro progetti).
  • Diretta a pagamento: ci sono molti servizi che permettono l’accesso di dati a vari livelli stabilendo il prezzo che verrà pagato dagli utenti per i servizi o le risorse fornite dall’API.
  • Veicolo di marketing: le API possono rappresentare un eccellente veicolo di marketing per un’azienda e per la sua presenza online. Con l’adozione di strategie di branding accurate, gli sviluppatori possono operare come agenti di marketing terzi e promuovere l’azienda e il suo marchio.
  • Acquisizione di contenuti: non sempre le API sono unidirezionali ed offrono dati, ma alle volte possono anche acquisirli e permettere l’aggiornamento, l’inserimento e l’eliminazione di informazioni per avere sempre un database aggiornato (es. le traduzioni google e la conferma dei termini tradotti).
  • Generazione di traffico: Le API possono essere utilizzate per indirizzare il traffico verso un sito web o un’applicazione esistente.Incoraggiare gli utenti a creare i propri siti web e app integrandoli con le nostre API è un’opportunità eccellente per aumentare il traffico verso i nostri servizi.

Dal punto di vista teorico è tutto molto affascinante ma come si stanno muovendo le grandi aziende e quali sono le opportunità e gli scenari futuri?

Mercato Automotive. I principali produttori, come Ford e General Motors, stanno investendo nella trasformazione dei propri veicoli in piattaforme API, offrendo ad aziende e sviluppatori l’opportunità di fornire nuovi prodotti e servizi all’interno dell’auto, che sta diventando sempre di più un HUB tecnologico per i passeggeri (Android Auto, connessioni Wifi e bluetooth e servizi multimediali).

Stampa 3D. Con l’aiuto delle API web, la stampa 3D mette una marcia in più e supera i limiti dell’utilizzo hobbistico e artistico lasciando intravedere la ridefinizione dell’intero panorama della manifattura, a livello globale. Sono già numerose infatti le piattaforme che erogano API destinate alla stampa 3D permettendo l’integrazione di nuovi software, siti web ed applicazioni dedicate a vari settori.

Domotica e dispositivi smart. Nella vita di tutti i giorni, i dispositivi smart personali occupano un ruolo centrale: li trasportiamo da casa al lavoro e ci seguono in qualunque nostro spostamento.
Le API si sono fatte strada e sono ormai direttamente integrate nelle nostre abitazioni, anche se spesso in maniera così discreta che non ce ne accorgiamo. La nuova generazione di tecnologie per l’automazione domestica prevede applicazioni che vanno dalla regolazione dei termostati per la climatizzazione dell’aria ai sistemi per l’illuminazione e la sicurezza domestica oltre ai noti assistenti vocali di Google ed Amazon. Sebbene gran parte della tecnologia di automazione domestica non utilizzi ancora le API in maniera diffusa, non mancano i provider che propongono ecosistemi per sviluppatori e che usano le API per promuovere l’innovazione sui temi dell’integrazione della tecnologia domestica come per esempio IFTTT.

Edifici. In molte abitazioni i sistemi di riscaldamento, condizionamento, elettrici, idrici e altri sono già automatizzati. Chi produce questo genere di attrezzature sa quanto sia importante consentire l’accesso delle API al proprio hardware e software, anche se molti ancora scelgono sistemi chiusi e proprietari per cercare di mantenere un monopolio anacronistico. Immaginiamo se tutti i nostri edifici potessero insegnarci come ridurre i consumi energetici, come diagnosticare e prevedere i problemi in tempo reale e suggerire le soluzioni necessarie o addirittura chiamare l’assistenza tecnica quando sono necessarie riparazioni o regolazioni.

Dispositivi personali. Sono ormai molto diffusi i dispositivi che consentono a chi li indossa di “quantificare se stesso”, o di conoscersi meglio (es.Apple Watch o MiBand). Sebbene lo sport sia l’ambito di utilizzo più comune, questa tipologia di dispositivi può essere usata per diverse attività, dal monitoraggio del lifestyle ma anche quello sanitario. Con le dovute accortezze riguardanti la gestione dei dati sensibili, i sistemi di API possono rappresentare una risorsa preziosa per lo sviluppo di applicativi ad alto valore aggiunto.
Immaginiamo cosa possa rappresentare il monitoraggio continuo sullo stato di salute di un paziente – soprattutto in quei luoghi più lontani da studi medici e da strutture ospedaliere – per poter non solo monitorare ma anche offrire assistenza sanitaria di alto profilo con la telemedicina.

Alla luce di questa analisi è evidente l’importanza dell’interoperabilità tra gli applicativi per i vantaggi interni ed esterni con cui può supportare ed innovare il business. Quindi, il passaggio successivo all’adozione di soluzioni cloud based è sicuramente l’apertura di protocolli di scambio dati basati su API.

È fondamentale quindi dotarsi di un sistema ERP e che questo sia aperto e preveda la possibilità di realizzare in modo facile un protocollo API.
Investire sulla struttura dei dati aziendali, costruire dei report e delle dashboard che possano fungere da cruscotto per il “governo” dell’azienda ed infine aprire alcune porte del nostro database al mondo esterno ci assicura una crescita costante grazie ad un approccio permeabile all’innovazione ed alla contaminazione da parte di aziende partner e nuovi talenti.

Seedble

Seedble è una PMI innovativa parte del gruppo Symphonie Prime. Dal 2014 disegna e
crea organizzazioni future-proof in grado di innovare, evolversi e adattarsi a tutti gli scenari
socio-economici.

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