Amazon taglia 16.000 posti nel corporate: riorganizzazione profonda dei team

Amazon avvia nel gennaio 2026 una nuova e rilevante ondata di licenziamenti che colpisce il personale corporate a livello globale. L’azienda ha confermato l’eliminazione di circa 16.000 ruoli impiegatizi, che si sommano ai 14.000 tagli annunciati nell’autunno 2025, portando il totale a quasi 30.000 posizioni corporate cancellate in pochi mesi.

La decisione rientra in una più ampia riorganizzazione interna che punta a ridurre i livelli gerarchici, semplificare i processi decisionali e aumentare la responsabilità diretta dei team. Amazon sottolinea che non si tratta di un ciclo ricorrente di licenziamenti, ma di un intervento strutturale legato alla revisione dell’organizzazione aziendale.

Dove colpiscono i licenziamenti Amazon nel 2026

I tagli riguardano principalmente ruoli corporate e funzioni di staff, con un impatto significativo su aree come servizi cloud, contenuti digitali, retail, risorse umane e strumenti interni. Non sono coinvolti, almeno in questa fase, i lavoratori dei centri logistici e delle attività di consegna.

Negli Stati Uniti, i dipendenti interessati avranno un periodo di circa tre mesi per tentare una ricollocazione interna. In assenza di una nuova posizione, l’uscita dall’azienda sarà accompagnata da pacchetti di indennità e benefit temporanei, secondo le policy standard del gruppo.

Perché Amazon riduce il personale corporate

Dal punto di vista finanziario, i licenziamenti Amazon del 2026 non sono legati a una crisi di fatturato o di profitti. Al contrario, l’azienda continua a registrare risultati positivi e a investire in infrastrutture cloud e intelligenza artificiale.

Il nodo centrale è organizzativo. L’espansione accelerata durante gli anni della pandemia ha prodotto una struttura complessa, con troppi livelli intermedi e processi considerati poco agili. Secondo il management, questa configurazione rallenta l’esecuzione e riduce la capacità di adattamento in un contesto competitivo sempre più aggressivo.

A questo si aggiunge l’impatto crescente dell’automazione e dell’AI, che sta ridisegnando molte funzioni corporate, in particolare nelle attività di analisi, supporto operativo e sviluppo software standardizzato.

Un segnale forte per il mercato del lavoro tech

Con quasi 30.000 licenziamenti corporate concentrati in pochi mesi, Amazon invia un segnale chiaro all’intero settore tecnologico: la fase di crescita basata sull’espansione continua degli organici è finita. La priorità si sposta su efficienza, velocità decisionale e focalizzazione sugli investimenti strategici.

Per il mercato del lavoro tech, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, questa ristrutturazione rafforza una tendenza già in atto: meno ruoli generalisti, maggiore pressione sulle performance individuali e una selezione più rigida delle competenze considerate realmente critiche per il business.

Amazon resta uno dei maggiori datori di lavoro al mondo, ma il 2026 segna un passaggio netto. Non una crisi, bensì una normalizzazione forzata dopo anni di crescita eccezionale, con effetti profondi sull’organizzazione interna e sull’equilibrio del settore tecnologico globale.

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