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Amazon Elastic Kubernetes ora supporta il networking IPv6

Amazon Web Services (Aws) ha aggiunto il supporto per il networking IPv6 ad Amazon Elastic Kubernetes Service (EKS), il servizio gestito per eseguire e scalare le applicazioni Kubernetes nel cloud.

Ciò significa che ora i clienti di Aws possono fare il deployment di applicazioni che utilizzano lo spazio di indirizzi IPv6 su Amazon Elastic Kubernetes Service.

Molti dei clienti della piattaforma – ha sottolineato Aws – stanno standardizzando Kubernetes come loro piattaforma dell’infrastruttura di computing per applicazioni cloud e on-premise.

Amazon EKS semplifica l’implementazione di carichi di lavoro containerizzati. Fornisce cluster altamente disponibili e automatizza compiti come il patching, il provisioning dei nodi e gli aggiornamenti.

Kubernetes – mette ancora in evidenza Aws – utilizza un modello di rete “flat” che richiede che ogni pod riceva un indirizzo IP.

Questo approccio semplificato permette un porting a basso attrito delle applicazioni dalle macchine virtuali ai container, ma richiede un numero significativo di indirizzi IP che molte reti private VPC IPv4 non sono in grado di gestire.

Alcuni amministratori di cluster aggirano questa limitazione dello spazio IPv4 installando container network plugin (CNI) che virtualizzano gli indirizzi IP un livello sopra il VPC.

Ma questa architettura limita la capacità di un amministratore di osservare efficacemente e risolvere i problemi delle applicazioni e ha un impatto negativo sulle prestazioni della rete su scala.

Inoltre – prosegue l’analisi di Aws –, per comunicare con i servizi internet al di fuori del VPC, il traffico dai pod IPv4 viene instradato attraverso più network hop prima di raggiungere la sua destinazione. Il che aggiunge latenza e mette a dura prova i team di network engineering che devono mantenere complesse impostazioni di routing.

Amazon Elastic Kubernetes

Per evitare di esaurire gli indirizzi IP, minimizzare la latenza su scala e semplificare la configurazione del routing, la soluzione è utilizzare lo spazio di indirizzi IPv6, conclude Aws.

IPv6 – che peraltro non è affatto una novità – fornisce uno spazio di indirizzi a 128 bit, permettendo 3,4 x 10^38 possibili indirizzi IP per i dispositivi, server o container.

Ci sono alcuni vantaggi nell’usare i cluster Amazon EKS con una rete IPv6, sottolinea Aws.

In primo luogo, è possibile eseguire più pod su un singolo host o subnet, senza il rischio di esaurire tutti gli indirizzi IPv4 disponibili nel proprio VPC.

In secondo luogo, ciò permette comunicazioni a bassa latenza con altri servizi IPv6, in esecuzione on-premise, su Aws, o su Internet, evitando un ulteriore hop NAT.

Terzo, solleva gli ingegneri di rete dall’onere di mantenere complesse configurazioni di routing.

Gli amministratori dei cluster Kubernetes possono concentrarsi sulla migrazione e sulla scalabilità delle applicazioni senza sprecare energie per aggirare i limiti dell’IPv4.

Infine, il networking dei pod è configurato in modo tale che i pod possano comunicare con le applicazioni basate su IPv4 al di fuori del cluster.

E ciò permette ai clienti di sfruttare i vantaggi di IPv6 su Amazon Elastic Kubernetes Service senza richiedere che tutti i servizi dipendenti distribuiti nella propria organizzazione siano prima migrati a IPv6.

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