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Amazon nel mirino della Commissione UE per l’utilizzo dei dati dei vendor

La Commissione Europea, per voce della Executive Vice-President Margrethe Vestager, ha annunciato l’apertura di una inchiesta contro Amazon.

La Commissione Europea ha informato Amazon della sua opinione preliminare di aver violato le norme antitrust dell’UE distorcendo la concorrenza nello shopping online.
In particolare, la Commissione contesta il fatto che Amazon si basi sistematicamente su dati aziendali non pubblici di venditori indipendenti che vendono sul suo marketplace.

Questo porterebbe ad un vantaggio illecito, dato che Amazon agisce anche come competitor dei venditori indipendenti; è facile intuire che avere a disposizione tutti i dati dei popri concorrenti garantisca una posizione di forza contraria alle regole del mercato.

La Commissione ha inoltre avviato una seconda indagine formale antitrust sul possibile trattamento preferenziale delle offerte al dettaglio di Amazon e di quelle dei venditori sul mercato che utilizzano i servizi di logistica e consegna di Amazon.

Il vicepresidente esecutivo Margrethe Vestager , responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: «Dobbiamo garantire che le piattaforme a doppio ruolo con potere di mercato, come Amazon, non distorcano la concorrenza. I dati sull’attività di venditori di terze parti non devono essere utilizzati a vantaggio di Amazon quando agisce come concorrente di questi venditori. Anche le condizioni di concorrenza sulla piattaforma Amazon devono essere eque. Le sue regole non dovrebbero favorire artificialmente le offerte di vendita al dettaglio di Amazon o favorire le offerte dei rivenditori che utilizzano i servizi di logistica e consegna di Amazon. Con l’e-commerce in forte espansione e Amazon è la principale piattaforma di ecommerce, un accesso equo e senza distorsioni ai consumatori online è importante per tutti i venditori».

Sebbene si tratti solo di uno step preliminare e interlocutorio, la società di Jeff Bezos non è certamente troppo rilassata: la sanzione massima per questo tipo di violazioni può arrivare fino al 10% del fatturato globale.

La risposta di Amazon

In risposta alle affermazioni della Commissione Europea, Amazon dichiara che “Non siamo d’accordo con le affermazioni preliminari della Commissione europea e continueremo a impegnarci per assicurare un’accurata comprensione dei fatti. Amazon rappresenta meno dell’1% del mercato al dettaglio globale e ci sono rivenditori più grandi in tutti i paesi in cui operiamo. Nessuna azienda più di Amazon si occupa delle piccole imprese o ha fatto di più per supportarle negli ultimi due decenni. Ci sono più di 150.000 aziende europee che vendono attraverso i nostri stores, le quali generano decine di miliardi di euro di ricavi ogni anno e hanno creato centinaia di migliaia di posti di lavoro”.

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