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Alla ricerca di una digital transformation felice

Benjamin Jolivet, Country Manager di Citrix Italia ha voluto dire la sua su un binomio concettuale, produttività e appagamento dei lavoratori, che sta tenendo banco da un po’.

E che interessa, lui, la sua società, ma tutti noi in genere, perché traina quello della trasformazione digitale.

È un tentativo vano quello di migliorare la produttività, si chiede Jolivet, consci che la felicità sul posto di lavoro sembra qualcosa di piuttosto difficile da trovare, considerando che recenti studi di Gallup dicono che l’87% dei lavoratori a livello globale si sente demotivato? Aggiungiamoci  pureche chi si avvicina al lavoro per il 73% indica come primo desiderio far parte di un gruppo motivato e solido e abbiamo un quadro in cui si deve intervenire. Come, si chiede il manager?

A che costo digitalizzarsi

Riguardo la produttività, dice Jolivet, i dispositivi di ultima generazione vanno benissimo, soprattutto se permettono di essere ancora più produttivi e l’arrivo di nuovi device (Microsoft Surface Pro, Windows 10, iPad Pro). «Prendiamo per esempio l’iPad Pro – dice -: permette di modificare documenti, inviare posta, navigare in Internet e restare in contatto con i colleghi. Piccolo inconveniente, costa praticamente quanto un MacBook, senza contare la tastiera e la stilo. Non è chiaro, inoltre, in che modo la stilo e la smart keybord permettano di migliorare la produttività, ma di certo non sono inutili, perché possono aiutarci a ripensare quello che gli economisti chiamano il paradosso della produttività».

Il paradosso della produttività può quindi essere considerato come la contraddizione apparente che esiste tra gli investimenti in tecnologia e informazione da una parte, e l’assenza di aumento di produttività dall’altra.

I cicli di Kondratiev

Alcuni studiosi, nota il manager di Citrix, si richiamano ai cicli di Kondratiev della produttività, secondo i quali si alternano cicli di recessione e momenti di crescita. Sono cicli, scanditi da picchi generati dall’innovazione, di lunga durata e questo potrebbe spiegare perché investimenti importanti, realizzati soprattutto dopo l’esplosione del cloud e d altri Big Data, non si traducono ancora in incrementi sistematici della produttività.

Bisogna quindi rinunciare alla digital transformation? Per Jolivet no: è necessaria,  per quanto non sufficiente e non può essere considerata una panacea.

Sette consigli per una produttività “felice”

Per Jolivet esistono modi per cercare di accontentare i CdA e portare le aziende a cercare di aumentare la produttività dei dipendenti con alcuni accorgimenti di facile implementazione.

E stila per noi sette consigli, che non vogliono essere una lista esaustiva. Più che altro sono un pungolo. Non tutti si troveranno d’accordo con il manager. Il che è positivo, dato che può stimolare la riflessione e il confronto.

Meno mail. Secondo McKinsey il 30% del nostro tempo viene assorbito per rispondere alla valanga di email che riceviamo e almeno la metà rappresentano una perdita di tempo. Fare una selezione tra tutte quelle ricevute richiede un tempo considerevole, che potrebbe essere ridotto con sistemi di comunicazione più appropriati.

Flusso continuo. Un lavoratore riesce a mantenere l’attenzione al massimo per 52 minuti consecutivi per poi perdere rapidamente la concentrazione. Fare una pausa può aiutare. Ma vanno evitate le potenziali distrazioni del flusso informativo, disattivandole notifiche di posta elettronica, sms, messaggistica istantanea, social media e limitando il numero di volte in cui si controlla la posta elettronica.

Lavoro a distanza. Gli smart worker sono in media dalle 20 alle 50 volte più produttivi di quelli che restano in ufficio tutto il giorno. Date uno smartphone a tutti. Lavorare da casa fa risparmiare soldi e tempo del viaggio.

Meno distrazioni durante il lavoro. In media, per distrazioni di vario tipo, i dipendenti perdono circa due ore al giorno.

Concentrati sull’obiettivo. I dipendenti dedicano in media il 49% del loro tempo di lavoro a compiti per i quali non sono stati assunti.

Meno riunioni. Ogni mese almeno 30 ore vanno perdute in riunioni inutili. Fare riunioni sembra essere una professione a se stante. E troppo.

Applicare il principio di Pareto: Il 20% del lavoro genera l’80% dei risultati.

Così per Jolivet aziende e lavoratori potranno migliorare la produttività, andando ad agire sulle condizioni di lavoro e rendendolo più motivante. Senza dover arrivare a mettere un biliardino in ufficio, non serve.

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