AJAX, nuovi orizzonti di fruibilità per le SOA

Le applicazioni scritte con Asynchronous JavaScript and XML producono client Web “ricchi” come i software per desktop. C’è chi pensa che di qui passerà il futuro dei servizi Web

Di AJAX, Asynchronous JavaScript and XML, si parla nelle cronache tecnologiche
da non più di un anno (l’acronimo fu coniato nel febbraio del 2005),
con una frequenza che negli ultimi tempi si è fatta sempre più
alta. Ma le radici di questa tecnologia sono vecchie di qualche anno e i risultati
del suo utilizzo sono da tempo visibili in alcuni servizi di Google, come Gmail
e Google Maps. Ora gli osservatori e gli analisti cominciano a puntare i riflettori
sulle potenzialità che AJAX offre in ambito aziendale, per portare valore
aggiunto in qualità di front end di Web service e SOA (Service oriented
architecture).

AJAX è un insieme di differenti tecnologie di sviluppo: oltre al linguaggio
di scripting per pagine dinamiche JavaScript, vi sono il formato per documenti
HTML chiamato CSS (Cascading Style Sheets), XSLT (eXtensible Stylesheet Language
Transformation, che trasforma contenuti XML in HTML), XHTML (EXtensible HTML)
e DOM (Document object model), specifica che consente l’aggiornamento
di contenuti e struttura in documenti HTML e XML.

Concretamente, AJAX produce come risultato le cosiddette “rich client
application”, cioè applicazioni in stile desktop ma fruibili tramite
browser Web. Per comprenderne l’effetto si pensi alla differenza tra l’e-mail
via Web (comoda perché utilizzabile dappertutto ma anche lenta, in quanto
vincolata al continuo caricamento della pagina), e quello di un programma di
posta elettronica come Outlook, legato al client presente sul desktop ma con
tutte le funzioni vive e aggiornate all’istante, drag and drop compreso.
AJAX, appunto, consente di trarre il meglio dai due mondi. Per farlo, utilizza
un motore, scritto in JavaScript, che l’utente avvia quando accede a una
pagina Web e con cui interagisce. Tale engine agisce in modo asincrono rispetto
all’utente, indipendentemente dalle comunicazioni che stanno avvenendo
con il server. L’engine stesso, tra l’altro, è in grado di
gestire alcune azioni sulle informazioni che veicola (per esempio, la validazione
dei dati), velocizzando ulteriormente le operazioni e, in più, liberando
una parte della banda.

Come osserva la società di analisi Zap Think, è prevedibile che
tali peculiarità possano determinare lo sviluppo di applicazioni AJAX
in ambito aziendale, in sostituzione degli enterprise portal ai quali attualmente
è delegata la funzione di interfaccia collante per Web service e ambienti
SOA e, in generale, per tutte le applicazioni distribuite via Web. Le funzioni
di “usabilità” del rich client, infatti, possono rendere
decisamente più proficuo l’accesso dei dipendenti alle applicazioni
interne e l’interfacciamento degli utenti esterni con i servizi a loro
dedicati.

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