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Adobe potenzia Photoshop con l’intelligenza artificiale generativa Firefly

A quasi tre decenni e mezzo dall’introduzione di Photoshop sul mercato – sottolinea la società di San Jose –, Adobe si avvia a scrivere un nuovo capitolo della storia del noto software professionale di elaborazione delle immagini, con l’integrazione dell’AI generativa e di Adobe Firefly in Photoshop.

Con questa novità, Adobe vuole mettere a disposizione dei creatori di contenuti digitali una nuova sorprendente funzionalità che consente di lavorare alla velocità della loro immaginazione, trasformando fondamentalmente l’esperienza in qualcosa di più naturale, intuitivo e potente.

Allo stesso tempo, Adobe sta anche distribuendo nuovi aggiornamenti per alcuni dei flussi di lavoro più popolari di Photoshop, tra cui la regolazione dell’aspetto di un’immagine, la rimozione e la sostituzione di contenuti e l’aumento della velocità di navigazione dell’interfaccia utente.

Gli abbonati a Photoshop possono ora sfruttare la “magia” di Firefly, la famiglia di modelli di intelligenza artificiale generativa creativa di Adobe, direttamente nell’applicazione Photoshop desktop (beta), utilizzando il linguaggio naturale per suggerire a Photoshop di creare immagini con Generative Fill. Questi suggerimenti – spiega Adobe – possono essere utilizzati per aggiungere contenuti, rimuovere o sostituire parti di un’immagine ed estenderne i bordi. Generative Fill è integrato in tutte le funzioni di selezione di Photoshop e Adobe ha creato un nuovo tipo di livello generativo per lavorare in modo non distruttivo. Inoltre, Generative Fill è disponibile come modulo nella beta di Firefly.

Generative Fill è alimentato da Firefly, che è stato lanciato sei settimane fa ed è diventato rapidamente – mette in risalto la società americana – uno dei lanci beta di maggior successo nella storia di Adobe, con gli utenti della beta che hanno generato oltre 100 milioni di asset fino ad oggi. Secondo Adobe, Firefly è il servizio di AI generativa più differenziato sul mercato e l’unico a generare contenuti di qualità professionale e commercialmente validi direttamente dai flussi di lavoro esistenti dei creator. Il primo modello di Firefly è addestrato su un set di dati unico che include immagini Adobe Stock, contenuti con licenza open e altri di dominio pubblico senza restrizioni di copyright.

Photoshop

L’intelligenza artificiale per i creativi professionisti

Adobe afferma di adottare un approccio all’AI generativa incentrato sui creatori di contenuti e che l’azienda sta sviluppando Firefly in base ai suoi principi etici dell’AI: responsabilità, affidabilità e trasparenza. L’intento dichiarato della società hi-tech è quello di costruire l’AI generativa in modo da consentire ai clienti di monetizzare i loro talenti, proprio come ha fatto Adobe con Adobe Stock e Behance. A questo scopo, l’azienda sta sviluppando un modello di remunerazione per i collaboratori di Adobe Stock e condividerà i dettagli una volta che Firefly sarà uscito dalla fase beta. Inoltre, Adobe sta prendendo provvedimenti per evitare che i nomi degli artisti vengano utilizzati nelle azioni di AI generativa di Adobe e sta spingendo per l’adozione di standard di settore aperti attraverso la Content Authenticity Initiative (CAI), tra cui un tag universale “Do Not Train“.

Le Content Credentials della CAI sono una sorta di “etichette nutrizionali” per i contenuti digitali che rimangono associate ai contenuti ovunque questi vengano utilizzati, pubblicati o archiviati. Esistono già all’interno dei flussi di lavoro creativi di strumenti Adobe come Photoshop e Lightroom e includeranno informazioni sui contenuti modificati con Generative Fill.

Per saperne di più su Generative Fill, è possibile consultare il blog post di Adobe. Ed è possibile provarlo nell’app Photoshop (beta) e come modulo all’interno della beta di Firefly.

L’applicazione Photoshop (beta) – sottolinea Adobe – è disponibile per tutti i membri di Creative Cloud con un abbonamento o una versione di prova che include Photoshop. Generative Fill non è attualmente disponibile per uso commerciale, non è disponibile per i minori di 18 anni, non è disponibile in Cina e funziona con prompt di testo solo in inglese.

Oltre a Generative Fill nell’app Photoshop (beta), Adobe sta introducendo in Photoshop anche nuovi strumenti per accelerare drasticamente i flussi di lavoro creativi quotidiani, consentendo agli utenti di effettuare modifiche complesse e creare design unici risparmiando tempo.

Le novità di Adobe Photoshop

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Gli Adjustment Presets sono filtri che velocizzano le operazioni complesse consentendo di visualizzare in anteprima e modificare l’aspetto delle immagini in pochi passaggi per ottenere un aspetto e un look and feel distintivi, all’istante.

Nel pannello delle regolazioni sono presenti 32 nuovi preset, sui quali è possibile passare il mouse per vedere come apparirebbe l’immagine con ciascuna preimpostazione applicata, prima di selezionarla. Una volta selezionato un preset, è possibile perfezionarlo ulteriormente modificando i livelli di regolazione creati automaticamente nel pannello dei livelli.

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Il Remove Tool è una funzione AI che consente di sostituire un oggetto indesiderato semplicemente passandoci sopra il pennello, preservando l’integrità degli oggetti vicini e fornendo una transizione ininterrotta su sfondi complessi e variegati.

Lo strumento Remove è particolarmente potente – spiega Adobe – quando si rimuovono oggetti di grandi dimensioni e si adatta al cambiamento di messa a fuoco dell’immagine. Ad esempio, lo strumento può rimuovere un intero edificio o un’automobile da un’immagine di paesaggio alpino, mantenendo la fedeltà della progressione dal prato alle montagne.

È possibile usare lo strumento Remove ad esempio per: oggetti grandi, un oggetto vicino ad altri oggetti, un oggetto su uno sfondo a fuoco variabile, un oggetto con una struttura alle spalle (si pensi a linee, come una recinzione o un orizzonte).

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La Contextual Task Bar è un menu on-screen che suggerisce le fasi successive più rilevanti in diversi flussi di lavoro chiave, riducendo il numero di clic necessari per completare un progetto e rendendo più facilmente accessibili le azioni più comuni.

Ad esempio, quando si seleziona un oggetto, la task bar contestuale appare sotto la selezione e suggerisce le azioni per il perfezionamento della selezione da utilizzare successivamente, come Seleziona e maschera, Sfuma, Inverti, Crea livello di regolazione, Riempi selezione o per generare qualcosa con le nuove funzionalità di Generative Fill.

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Infine, tra le nuove funzionalità di velocizzazione dei workflow creativi di Adobe Photoshop, la funzionalità Sfumatura è stata notevolmente migliorata e il flusso di lavoro è stato accelerato.

La funzione consente di creare sfumature (gradient) in pochi passaggi e ora include nuovi controlli on-canvas che consentono di controllare con precisione molti aspetti della sfumatura in tempo reale. Un’anteprima dal vivo creata automaticamente mostra istantaneamente l’effetto delle modifiche apportate all’immagine.

È inoltre possibile effettuare modifiche non distruttive alle sfumature, il che significa che è possibile tornare indietro e apportare modifiche al gradient senza alterare in modo permanente l’immagine originale.

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