Adobe debutta in Gemini e amplia il plugin per Claude con Acrobat e nuovi editor

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Con l’annuncio del 24 settembre, i suoi strumenti creativi entrano per la prima volta in Google Gemini, mentre il plugin Adobe per Claude si arricchisce delle funzioni di Acrobat e di nuovi editor interattivi. L’idea è partire da una richiesta formulata in chat e, quando serve, intervenire sul risultato con controlli diretti senza uscire dalla conversazione.

Cosa si può fare con Adobe in Gemini

La nuova integrazione rende disponibili in Gemini strumenti di Photoshop, Lightroom, Adobe Express e Firefly. L’utente descrive il risultato che vuole ottenere; Adobe coordina le funzioni e i passaggi necessari per realizzarlo. È un debutto su una delle piattaforme di assistenza AI più diffuse: secondo Google, Gemini supera il miliardo di utenti mensili.
Uno degli esempi proposti da Adobe riguarda le foto prodotto. Dopo aver caricato più immagini nella chat, si possono chiedere correzioni di luce e colore, ritagli coerenti e un aspetto uniforme per l’intera serie, così da prepararla per un negozio online, un sito o una campagna. Le funzioni illustrate nella pagina del connettore comprendono anche l’applicazione di un preset Lightroom a più scatti e la creazione di mockup che inseriscono un logo su diversi prodotti.
Per i materiali di marketing si può partire da un modello professionale di Adobe Express: basta descrivere la campagna, il pubblico e lo stile desiderato per individuare un design da personalizzare nei testi, nelle immagini e nei colori. La stessa conversazione può servire ad adattare un contenuto a più canali social, preservando identità visiva e messaggio, oppure a creare immagini di dimensioni diverse per cataloghi, e-commerce e piattaforme come Instagram e TikTok. I design di Express possono anche essere animati per i social o esportati come PDF. Adobe include inoltre Firefly tra gli strumenti creativi richiamabili in Gemini.
La guida operativa di Adobe indica un’altra possibilità: cercare, organizzare e riassumere i propri contenuti conservati in Creative Cloud. Il collegamento con l’archivio personale consente di ritrovare materiali già creati e di usarli come punto di partenza per nuovi lavori nella conversazione.
L’integrazione si inserisce in una strategia che ha già portato Adobe in ChatGPT, Claude, Slack e Copilot. Neal Pancholi, responsabile delle partnership per Gemini e altre attività di Google, presenta l’accordo come un modo per creare e modificare contenuti direttamente nella chat. Adobe considera il debutto in Gemini il primo passo della collaborazione con Google e prevede di aggiungere nel tempo altre funzioni creative e di produttività.

Acrobat entra nel plugin Adobe per Claude

La seconda novità riguarda Adobe per Claude. Il plugin riunisce ora oltre 80 strumenti professionali di Acrobat, Express, Photoshop, Illustrator, Premiere, Lightroom, InDesign, Adobe Stock e altri prodotti. Il precedente connettore per la creatività permetteva già di intervenire su immagini singole o in serie, creare elementi vettoriali e impaginazioni, montare video e adattare contenuti a canali diversi. Adobe cita fra gli utilizzi precedenti il lavoro di un fotografo sulla luce e sulla coerenza di un’intera serie di immagini e quello di un direttore creativo che ha ridotto sensibilmente i tempi di preparazione di una campagna di moda sostenibile.
Le funzioni già disponibili comprendono anche la ricerca di asset in Creative Cloud e la creazione di tagli brevi o versioni di un video per formati diversi. Con Acrobat, nello stesso ambiente di lavoro si possono gestire anche i documenti.
Le operazioni sui PDF iniziano dalla chat: è possibile eliminare pagine, unire o dividere documenti, oscurare informazioni sensibili e convertire o esportare i file in altri formati. Per un controllo più preciso Adobe introduce un editor interattivo nel quale riordinare le pagine, modificare il testo e aggiungere commenti o evidenziazioni. Il documento resta così al centro del lavoro anche quando si passa da un’istruzione data a Claude a una modifica manuale.
C’è poi Document Review, la nuova funzione con cui chiedere a Claude di analizzare un PDF. I consigli e le annotazioni prodotti durante la revisione vengono inseriti direttamente nell’editor, dove l’utente può esaminarli mentre lavora sul documento. La documentazione Adobe per Claude cita, tra i possibili impieghi, l’analisi di un catalogo per individuare informazioni mancanti, prezzi incoerenti e descrizioni da aggiornare. Indica anche la possibilità di creare documenti a partire da dati strutturati, come un catalogo costruito con fotografie, descrizioni e prezzi, e poi organizzarne le pagine o comprimerne il PDF per la condivisione.

Express introduce la modifica diretta dei singoli elementi

Adobe amplia anche le possibilità di Express in Claude. L’editing tramite richieste in linguaggio naturale era già disponibile; ora un editor interattivo basato sui livelli consente di selezionare e personalizzare separatamente immagini, testi, colori e caratteri. Se una bozza richiede solo una nuova fotografia o la correzione di una scritta, si può intervenire su quell’elemento senza rigenerare l’intero design.
Il controllo sui livelli rende più semplice rifinire un contenuto dopo la prima versione ottenuta in chat, mantenendo la composizione già approvata. Gli strumenti creativi di Express, Photoshop e delle altre applicazioni possono inoltre convivere con quelli di Acrobat nel plugin. Adobe cita un flusso che parte da un modello di Express, prosegue con la personalizzazione di testi, immagini e colori, quindi converte il design in PDF e lo unisce ad altri file con Acrobat. La revisione del documento conclusivo avviene nella stessa conversazione con Claude.

Disponibilità e attivazione

Adobe in Gemini è in distribuzione globale dal 24 settembre 2026 ed è disponibile su tutti i piani Gemini, sul web e nell’app mobile. Per abilitarlo occorre aprire le impostazioni di Gemini, entrare in Personal Intelligence, selezionare Adobe tra le app connesse e attivarlo. Nella chat si può quindi usare `@Adobe` per richiamare il connettore. Per l’attivazione, il post di lancio e la guida operativa indicano l’accesso con un account Adobe, che può essere creato gratuitamente; alcune funzioni richiedono un piano Adobe idoneo. I lavori supportati possono essere salvati in Creative Cloud e ripresi nelle applicazioni Adobe. Al momento il connettore supporta soltanto l’inglese, un limite concreto per chi lavora in italiano.
Anche il plugin aggiornato per Claude è in distribuzione globale dal 24 settembre, su Claude e Claude Code, da web, desktop e dispositivi mobili. Per aggiungerlo si cerca Adobe nella sezione Plugin di Claude, si installa il plugin e si collega il connettore; una nuova conversazione può essere avviata con `/adobe`. Chi usa già il precedente connettore Adobe riceverà automaticamente il nuovo plugin. È possibile iniziare come ospiti, anche con un piano Claude gratuito, mentre l’accesso con un account Adobe offre più strumenti, limiti d’uso maggiori e continuità tra le sessioni. Alcune capacità richiedono un abbonamento Adobe idoneo. Secondo la guida Adobe, il plugin è ottimizzato per l’inglese, non supporta gli account EDU e le funzioni di Express non sono disponibili per gli account Enterprise.
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