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Adobe ha spento Flash Player, si chiude una pagina del web

È giunto al termine il lungo percorso che ha portato alla data della definitiva end of life (EOL) di una delle tecnologie che hanno plasmato il web nella seconda metà degli anni Novanta e nel primo decennio del Duemila: Flash.

Adobe ha interrotto il supporto, così come gli aggiornamenti e il deployment di Flash Player, a partire dal 31 dicembre 2020.

L’azienda di San Jose aveva già iniziato a visualizzare un avviso per gli utenti, che informava della fine del supporto e che consigliava di rimuovere Flash Player dal proprio sistema.

Ora, a partire dal 12 gennaio 2021, Adobe ha anche bloccato del tutto l’esecuzione di contenuti Flash nel Flash Player.

Essendo finito il supporto e gli aggiornamenti (anche quelli di sicurezza), continuare a eseguire contenuti Flash sarebbe estremamente rischioso. A maggior ragione considerando il fatto che anche prima della end of life Flash aveva generato più di un problema dal punto di vista della sicurezza informatica.

Adobe ha anche aggiornato la propria pagina di supporto che illustra come disinstallare Flash Player e Shockwave Player (anche quest’ultimo ha raggiunto la fine del ciclo di vita, ancor prima, il 9 aprile 2019): per gli utenti che hanno installato questo software nel proprio sistema è una guida di cui è altamente consigliabile la lettura.

Il primo annuncio ufficiale della EOL da parte di Adobe risale al lontano (in termini informatici) 2017. I termini di cessazione del supporto di Flash erano stati poi più volte aggiornati e ribaditi da Adobe, che aveva acquisito la tecnologia quando aveva acquistato Macromedia.

Ma i dubbi sull’efficienza e sulla sicurezza di Flash erano stati posti all’attenzione degli esperti e del pubblico ben prima. Come suo solito, anche in questo Steve Jobs, per lungo tempo Ceo di Apple oltre che leader indiscusso della società di Cupertino, era stato un precursore.

In una lettera aperta del 2010, il co-fondatore di Apple aveva pesantemente criticato Flash e spiegato perché non c’era spazio su iPhone e iPad per questa tecnologia. La lettera aveva scatenato accese polemiche ma, ancora una volta, il tempo ha dato ragione a Jobs.

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