Acta: le prime bocciature del Parlamento europeo

Arrivano dalle commissioni Industria e Giuridica. Non si minano i diritti fondamentali per combattere il falso.

Con due votazioni nelle commissioni Industria, ricerca ed energia (Itre)
e Affari giuridici (Juri), il Parlamento europeo ha iniziato a
esprimersi formalmente su Acta e sono espressioni negative.

Lo ha fatto, nella sostanza, dichiarandosi contrario «al tentativo
di riscrivere, a colpi di trattato internazionale, le regole sulla lotta
alla contraffazione e alla disciplina del diritto d'autore online»
,
come esprime una nota congiunta di Luigi Berlinguer e Sergio Cofferati,
membri della commissione Juri, e Francesco de Angelis, membro della
commissione Itre.

Nella sostanza Acta «è stato respinto in quanto lesivo del ruolo e
delle prerogative del Parlamento europeo, legislatore in materia di
diritto d'autore, e incompatibile con la Carta dei diritti fondamentali
dell'Ue»
.

Con questi primi due voti si gettano le basi per la possibile bocciatura
di Acta anche in commissione Commercio Internazionale e, quindi, per il
successivo voto in plenaria.
In passato il Parlamento europeo, fanno notare i tre europarlamentari
italiani, ha espresso la volontà di combattere il mercato dei falsi
senza tuttavia minare le fondamenta della Carta dei diritti
fondamentali.
«In questa votazione - dicono - il Parlamento ha dimostrato
di essere l'avamposto in Europa a tutela delle prerogative dei
cittadini e della definizione di nuove regole di copyright per la
moderna società della conoscenza»
.

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